T

📊 MERCATI IN SINTESI

  • 📈 S&P 500 · ⬇️ -0,07%

  • 💻 NASDAQ · ⬇️ -0,51%

  • 🏭 DOW JONES · ⬆️ +0,32%

  • 📊 RUSSELL 2000 · ⬇️ -0,65%

  • 🇮🇹 FTSE MIB · ⬇️ -0,9%

  • 🇺🇸 US 10Y · ⬆️ 4,60%

  • 🛢️ WTI · 🔄

  • 🥇 GOLD · ⬇️ -0,2%

  • BTC · ⬇️

🚀 PORTAFOGLI FINANZAMILLE

  • 🚀 Portafoglio Basic€35.720,54

  • 🚀 Portafoglio Intermedio$31.105

Buongiorno ragazzi, vi lascio qui sotto la prima analisi della settimana.

In aggiunta Venerdì 22 alle ore 18 abbiamo una chiamata con la società “BondFish” che ci aiuterà a capire meglio il mondo delle obbligazioni.

Per iscriversi gratuitamente cliccate su questo link:

🏛️ Il Treasury a 30 anni sfonda il 5%: tasso ai massimi dal 2007

Il vero protagonista della giornata sui mercati non è stata un'azione, ma un rendimento. Il Treasury USA a 30 anni ha toccato quota 5,13%, un livello che non si vedeva dal 2007, prima della grande crisi finanziaria. In parallelo, il decennale è salito al 4,60%, mentre il 2 anni viaggia al 4,07%.

📊 Le cause sono ormai note: inflazione persistente (CPI al 3,8%), petrolio sopra i 100 dollari e una Federal Reserve in transizione, da cui il mercato non si aspetta più tagli dei tassi. Anzi, le probabilità di un possibile rialzo entro fine anno sono salite al 42-45%, partendo dall'appena 1% di un mese fa.

🔍 Perché è una notizia così importante? Il rendimento del Treasury a 30 anni è il tasso di riferimento per tantissime cose: dai mutui a lungo termine negli USA, alle valutazioni delle azioni "growth" (quelle che basano il loro valore su utili futuri), fino al costo del debito pubblico americano. Quando questo tasso sale, tutti gli altri asset diventano relativamente meno attraenti: perché rischiare in Borsa se anche un titolo di Stato considerato "senza rischio" offre già il 5%?

💡 Ed è esattamente questo il motivo per cui, nonostante il mega-deal NextEra-Dominion da 66,8 miliardi, il mercato non è riuscito a rimbalzare. La nuova bussola degli investitori è il rendimento del Treasury a 30 anni, e la prossima soglia psicologica da monitorare è il 5,25%. Se viene superata, le pressioni sui mercati azionari potrebbero diventare ancora più forti.

NextEra si compra Dominion: con 66,8 miliardi nasce la più grande utility del mondo

È ufficiale. NextEra Energy ha annunciato l'acquisizione di Dominion Energy per 66,8 miliardi di dollari, in un'operazione interamente in azioni. È la più grande fusione mai vista nel settore energetico americano dai tempi di Exxon-Mobil nel 1998.

A operazione conclusa (attesa per fine 2027), nascerà la più grande utility regolamentata al mondo, con circa 10 milioni di clienti tra Florida, Virginia e Carolina.

📊 Reazione del mercato classica per un'operazione M&A: Dominion +9,4%, NextEra -4,6%. Gli investitori contestano il premio del 23% che NextEra è stata costretta a pagare.

🔍 Ma il vero motivo di questa fusione è uno solo: l'intelligenza artificiale. L'AI non è fatta solo di chip e software, ma soprattutto di elettricità. E Dominion alimenta proprio la Northern Virginia, la regione che ospita la maggiore concentrazione di data center al mondo. NextEra, pagando caro, si è di fatto comprata la rete elettrica che alimenterà l'AI globale per i prossimi vent'anni.

💡 Il messaggio per gli investitori è chiaro: dietro la corsa all'AI c'è una corsa altrettanto importante per l'energia. Da seguire ora gli altri nomi del settore come Constellation Energy (CEG), Vistra (VST) e Southern Company (SO): la rotazione verso le "infrastrutture fisiche dell'AI" è entrata ufficialmente nella sua fase di consolidamento.

‍ ‍

🐉 Alibaba, trimestrale a due facce: il cloud corre del +38%, ma l'utile crolla dell'84%

Trimestrale dai due volti per Alibaba (BABA), il colosso cinese dell'e-commerce e del cloud. I ricavi totali sono cresciuti del +3% a 35,3 miliardi di dollari, ma il vero punto è altrove.

📈 Il Cloud Intelligence, la divisione di Alibaba dedicata all'intelligenza artificiale, è cresciuto del +38% a 6 miliardi, con i ricavi AI che continuano a salire a tripla cifra per l'undicesimo trimestre di fila.

📉 La nota dolente arriva sui profitti: l'utile è crollato dell'84%, schiacciato dagli enormi investimenti in AI e data center. Nonostante questo, il titolo è salito.

🔍 Cos'è il capex? Il capex (capital expenditure) è la spesa che un'azienda fa per costruire o comprare cose che le serviranno negli anni a venire: server, fabbriche, macchinari, nuovi edifici. Nel caso dei big tech, il capex oggi significa una cosa sola: investimenti enormi in data center e infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Sono soldi che pesano sul bilancio nel breve, ma che dovrebbero generare ricavi per molti anni.

💡 Nel 2026 il capex AI è diventato il vero discrimine: chi spende e lo trasforma in ricavi cloud (come Alibaba) viene premiato dal mercato. Chi spende e basta, no. Tutti gli occhi sono ora puntati sugli earnings di Nvidia di mercoledì, l'altra faccia della stessa medaglia.

‍ ‍

📊 Amazon vince la corsa al capex AI: spende più di tutti

Il grafico dei capex 2026 racconta una storia che va oltre la solita contrapposizione USA-Cina. Il dato che salta agli occhi è uno: Amazon investirà 200 miliardi di dollari in infrastrutture AI quest'anno, che la mette davanti alle altre regine americane.

🚀 La filosofia di Bezos non cambia mai Chi segue Amazon da anni non si stupisce. Da quando Jeff Bezos ha fondato la società negli anni Novanta, la filosofia è sempre stata la stessa: reinvestire ogni dollaro guadagnato nel business, sacrificando i profitti di breve per costruire posizioni dominanti di lungo periodo. È così che è nato AWS, oggi il più grande player cloud al mondo. È così che si è costruita la rete logistica privata più grande del pianeta. Ed è così che oggi Amazon sta provando a vincere anche la partita dell'intelligenza artificiale.

🔍 Il confronto tra i giganti USA Anche tra le big americane le differenze sono nette. Alphabet segue a stretto giro con 190 miliardi, segno che Google considera l'AI una battaglia esistenziale. Meta ha sorpreso con 125 miliardi, una cifra enorme per un'azienda che vive di pubblicità. Microsoft spende "solo" 120 miliardi, sfruttando l'infrastruttura Azure già consolidata. Oracle gioca da outsider con 50 miliardi.

🐉 Il paradosso cinese Tencent vale 530 miliardi in Borsa, più di Oracle, ma spende solo 5 miliardi in capex AI: dieci volte meno. È la prova che la Cina, oggi, non sta competendo nella corsa all'infrastruttura AI allo stesso livello degli Stati Uniti.

‍ ‍

🇮🇹 L'Italia diventa l'hub del gas del Sud Europa: vincono Snam ed Eni

La guerra in Iran ha cambiato gli equilibri energetici dell'Europa, e l'Italia si è ritrovata quasi per caso al centro della scena. Con il gas del Qatar bloccato dallo Stretto di Hormuz e quello russo ormai ridotto al lumicino, il vecchio continente ha dovuto cercare in fretta nuovi fornitori, guardando soprattutto al Mediterraneo.

A marzo, Giorgia Meloni ha firmato un'intesa rafforzata con l'Algeria tramite Sonatrach, la compagnia di Stato algerina, che apre a nuove esplorazioni offshore e allo sfruttamento dello shale gas. ⛽ Il risultato concreto è che il gas algerino, una volta arrivato in Sicilia, viene smistato verso tutta l'Europa attraverso una rete di infrastrutture che ha il proprio snodo principale in Italia. Il nostro paese si trasforma così da semplice paese di transito a vero hub europeo del gas.

A beneficiarne sono soprattutto due colossi tricolori. Snam, la società che gestisce gasdotti e rigassificatori, controlla il 49,9% del Transito Mediterraneo, la pipeline sottomarina che collega Algeria e Italia. Ogni metro cubo di gas algerino diretto in Europa passa di fatto per le sue tubature: un asset che fino a sei mesi fa era nazionale, oggi assume una dimensione strategica continentale.

🌍 Sull'altro fronte c'è Eni, partner storico di Sonatrach, che opera da decenni nell'estrazione del gas algerino. Con i nuovi accordi, avrà accesso a giacimenti più grandi e più redditizi, rafforzando la propria presenza dalla produzione fino alla distribuzione europea.

💡 Per chi guarda ai mercati, il messaggio è chiaro. Snam ed Eni sono titoli difensivi per natura, capaci di generare cassa e dividendi anche nei periodi di rallentamento economico. In un momento in cui le Borse globali sono nervose, il vecchio mondo dell'energia torna in primo piano, e con un protagonismo italiano che non si vedeva da anni.

🛢️ BRENT A $112

🌍 Lunedì il Brent ha chiuso a $112,10 (+2,6%), WTI a $108,66 (+3,07%). La svolta è arrivata dal warning dell'International Energy Agency (AIE): "Le scorte globali di petrolio si stanno esaurendo"

📊 Contesto operativo:

  • Stretto di Hormuz: traffico ancora congestionato

  • Carenze di carburante segnalate in Asia

  • Effetti a cascata sull'economia globale

🌍 La Cina prende (leggermente) le distanze da Mosca

Segnale interessante sul fronte geopolitico: secondo il Financial Times, Xi Jinping avrebbe dichiarato a Donald Trump che Vladimir Putin potrebbe “pentirsi” dell’invasione dell’Ukraine.

👉 Pechino, finora, ha sempre mantenuto una posizione ambigua ma ora cambia tono.

🧠 Perché conta

  • 🇨🇳 La Cina vuole evitare che la guerra diventi un errore sistemico che destabilizza l’economia globale

  • 🇷🇺 Una Russia indebolita è un problema, ma una guerra infinita lo è ancora di più

  • 🌍 Pechino si posiziona sempre di più come ago della bilancia diplomatica

    Il messaggio è che anche il principale partner di Mosca inizia a vedere rischi strutturali nella guerra

🟢 ACQUISTO — Upstart Holdings (UPST), CEO Paul Gu Il CEO ha acquistato 50.000 azioni il 13/05 a circa $27,50, per un controvalore di ~$1,375 milioni, tramite il proprio family trust. L'operazione triplica la sua quota diretta (da 20.000 a 70.000 azioni, +250%)

🔴 VENDITA — CME Group (CME), CEO Terrence Duffy Il CEO ha venduto azioni per un controvalore stimato tra 8,4 e 10 milioni di dollari il 15/05, a circa $298,51 per azione. Il dato va contestualizzato: CME guadagna proprio dalla volatilità dei mercati (è la principale Borsa al mondo per futures e derivati). Una vendita in un momento di volatilità estrema come quello attuale assomiglia più a una presa di profitto su valutazioni elevate che a un segnale di sfiducia sul business. Da segnalare comunque che gli insider CME hanno venduto complessivamente ~$19 milioni nelle ultime settimane.

🟢 ACQUISTO — NielsenIQ (NIQ), James M. Peck (CEO) Acquisto di 118.625 azioni il 18/05, per un controvalore di circa $1 milione, che ha aumentato le sue holdings personali del +38,8%

Indietro
Indietro

Aspettando

Avanti
Avanti

USS GERALD R. FORD