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📊 Nvidia stasera: il mercato scommette al 97% sul beat, ma occhio al paradosso
Stasera arrivano le trimestrali di Nvidia, e il mercato dà al 97% di probabilità che la società batterà le stime (fonte: Polymarket). Guardando questo grafico, però, emerge un dato che dovrebbe far riflettere: battere le stime non significa affatto che il titolo poi salga.
📉 Negli ultimi cinque trimestri Nvidia ha superato le attese di Wall Street ogni singola volta, cinque su cinque. Eppure nei giorni successivi alla pubblicazione il titolo ha perso terreno in quattro casi su cinque. Il caso più emblematico resta l'ultima trimestrale di febbraio: numeri sopra le attese, beat del 7% sull'utile, e nonostante questo il titolo ha lasciato sul terreno oltre il 5% il giorno dopo, bruciando circa 260 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola seduta.
Il motivo è quello che a Wall Street chiamano "buy the rumor, sell the news": quando le aspettative sono altissime, il buon risultato è già incorporato nel prezzo. Gli investitori comprano il titolo nelle settimane precedenti, lo spingono ai massimi, e quando arrivano i numeri scatta la presa di profitto. Per muovere ancora il titolo al rialzo non basta più battere le stime: serve stracciarle, accompagnandole con una guidance ancora più forte sul trimestre successivo.
⚠️ Ed è qui che la situazione di stasera diventa delicata. Con un'aspettativa di beat al 97% e un titolo che ha già guadagnato circa il 20% nell'ultimo mese, il margine per sorprendere positivamente il mercato è ridotto al minimo. Tradotto: anche un'ottima trimestrale potrebbe non bastare. Quello che conterà davvero non saranno tanto i ricavi, quanto i margini lordi e soprattutto la guidance per i prossimi mesi, gli unici numeri capaci di giustificare valutazioni ormai ai massimi storici. 🎯
🟢 Le aziende dell'ecosistema Nvidia: CoreWeave, ServiceNow e IREN
Alla vigilia della trimestrale, vale la pena guardare la mappa delle aziende che ruotano attorno a Nvidia e al nuovo mondo dell'"agentic AI", cioè l'intelligenza artificiale che non si limita a rispondere ma agisce e svolge compiti in autonomia. Sono i nomi su cui il colosso dei chip sta puntando, investendo direttamente o stringendo partnership strategiche.
🏭 CoreWeave (CRWV) rappresenta l'infrastruttura, la potenza di calcolo grezza su cui gira tutto. È l'hyperscaler dell'AI in cui Nvidia ha investito 2 miliardi di dollari, diventandone uno dei principali azionisti. Pochi giorni fa ha chiuso una nuova linea di credito da 3,1 miliardi, portando il capitale raccolto nel 2026 a oltre 20 miliardi. Huang la indica come il modello della "fabbrica di AI" del futuro.
💻 ServiceNow (NOW) è la piattaforma su cui le grandi aziende fanno girare i propri agenti AI. Sul palco del ServiceNow Knowledge 2026, Huang ha lanciato una previsione netta: la potenza di calcolo richiesta dall'agentic AI crescerà di almeno il 1.000% rispetto all'AI generativa nel giro di soli due anni. (Domani uscirà analisi su servicenow)
⚡ IREN (IREN) è il nome più recente e interessante. Si tratta di un operatore di data center con cui Nvidia ha appena firmato (il 7 maggio) un accordo importante: una partnership strategica per realizzare fino a 5 gigawatt di infrastruttura AI, accompagnata da un contratto cloud da 3,4 miliardi e dall'opzione di investire fino a 2,1 miliardi acquistando azioni IREN a 70 dollari. Alla notizia, il titolo IREN è schizzato di circa il 27%. IREN rappresenta la potenza energetica: i data center e l'elettricità senza cui nessuna AI può funzionare.
🏠 Home Depot batte le stime ma scende del 2,5%: il vero tema è il consumatore
Home Depot, il colosso americano del fai-da-te e del miglioramento della casa, ha pubblicato la sua trimestrale battendo leggermente le attese su ricavi e utili. Eppure il titolo ha ceduto circa il 2,5%. Il punto, però, non sono tanto i numeri della singola azienda, quanto quello che questa trimestrale racconta sullo stato di salute del consumatore americano.
Il dato più rilevante è quello delle vendite a parità di negozi, rimaste piatte. In pratica i clienti già esistenti non stanno spendendo più dell'anno scorso, e la crescita dei ricavi arriva soprattutto dalle nuove aperture più che da un reale aumento della domanda. Non è un crollo, ma è un chiaro segnale di stallo: la gente continua a comprare, ma ha smesso di aumentare la spesa.
🤔 Perché è importante? Perché Home Depot è uno dei termometri più affidabili dello stato d'animo delle famiglie americane. Le spese per la casa, dalle ristrutturazioni ai lavori di miglioramento, sono tra le prime che si rimandano quando le persone iniziano a sentirsi insicure. In un contesto di tassi alti, mutui cari e fiducia dei consumatori ai minimi storici (l'indice dell'Università del Michigan è sceso a 48,2), il fatto che la spesa non cresca più è il classico segnale di un consumatore che inizia a tirare la cinghia.
⚠️ La vera prova arriva nei prossimi giorni. Se anche Target e Walmart, attese giovedì, mostreranno consumi fermi, il quadro di un rallentamento economico più ampio prenderà corpo. Una singola trimestrale non fa testo, ma se i tre grandi nomi del retail americano raccontano tutti la stessa storia, il tema del raffreddamento dell'economia tornerà al centro dell'attenzione dei mercati.
🛢️ Trump cancella ufficialmente il raid sull'Iran: ultimatum entro inizio settimana
Dopo la sospensione di lunedì, è arrivata la conferma: Trump ha cancellato ufficialmente l'attacco militare programmato contro l'Iran, annunciando che sono in corso "trattative serie". La decisione è arrivata su pressione degli alleati del Golfo (Arabia Saudita, Qatar ed Emirati). Il presidente ha però fissato un ultimatum preciso: l'accordo deve arrivare entro l'inizio della prossima settimana. Sul tavolo una nuova proposta iraniana in 14 punti, ma restano aperti i nodi su Hormuz e nucleare.
📊 La reazione del petrolio è stata moderata, non euforica: il Brent ha ceduto solo lo 0,8% restando intorno ai 111 dollari, il WTI sui 103. Lo Stretto di Hormuz ha ripreso parzialmente le attività, ma i flussi restano sotto la norma.
🇪🇺 La BCE verso due rialzi dei tassi: Milano cede ma lo spread resta sotto controllo
Anche in Europa la situazione ricalca quella americana. La BCE di Christine Lagarde sta valutando due rialzi dei tassi da 0,25% ciascuno, previsti a giugno e settembre, come risposta allo shock inflazionistico legato al caro energia e alla crisi iraniana. È una novità importante: per la prima volta in tre anni, BCE e Fed potrebbero muoversi nella stessa direzione, cioè verso l'alto, invece che in direzioni opposte.
📊 Il motivo è lo stesso su entrambe le sponde dell'Atlantico: petrolio caro significa inflazione che non scende, e questo costringe le banche centrali ad alzare i tassi per provare a raffreddarla.
A Piazza Affari, il FTSE MIB ha chiuso a 48.355, in calo dello 0,65%, allineandosi al rosso europeo dopo la fine dell'effetto stacco dividendi. La notizia interessante, però, arriva dallo spread tra BTP e Bund, che resta sotto quota 80 punti base (a 77), con il rendimento del decennale italiano intorno al 3,96%. È un segnale di fiducia non da poco: persino la BCE, nel suo ultimo report, ha definito l'Italia un'"eccezione positiva" grazie ai conti pubblici tenuti sotto controllo.
💡 Per chi guarda all'azionario italiano, in un contesto di tassi alti destinati a durare, i settori tradizionalmente favoriti restano due: i bancari, che guadagnano di più quando i tassi salgono, e le utility, più stabili e apprezzate per i dividendi. Per chi invece ha titoli di Stato in portafoglio, lo spazio per ulteriori guadagni si fa più stretto.
🇨🇳 Guerra commerciale, tregua estesa: dazi USA-Cina congelati fino a novembre 2026
Arriva un aggiornamento importante sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Contrariamente a quanto molti si aspettavano, la tregua sui dazi non scadrà il 4 luglio, ma è stata estesa fino a novembre 2026, frutto dell'accordo tra Trump e Xi dello scorso ottobre. In più, i dazi specifici sui chip cinesi sono stati ulteriormente rinviati alla metà del 2027.
📊 Parallelamente, Taiwan ha firmato a febbraio un accordo commerciale con Washington che riduce quasi del tutto le barriere reciproche: la tariffa americana sui prodotti taiwanesi scende dal 20% al 15%, in cambio di un investimento taiwanese da 250 miliardi di dollari nella produzione di chip negli Stati Uniti. Da tenere d'occhio anche il Computex 2026 di Taipei, in arrivo a fine maggio, dove sono attesi importanti annunci nel settore AI e semiconduttori.
🔍 Perché è una notizia rilevante, soprattutto in vista della trimestrale di Nvidia di stasera? Perché significa che la questione Cina è meno calda di quanto sembrasse. Lo stesso Jensen Huang ha dichiarato lunedì che "Pechino aprirà ai chip americani col tempo". Se durante la conference call confermerà tempistiche concrete per il ritorno sul mercato cinese, potrebbe essere un segnale molto positivo per le prospettive di Nvidia nei prossimi due anni.
💡 Per gli investitori il messaggio è chiaro: il rischio dazi non è sparito, ma è diventato un tema di lungo periodo, non più immediato. Questo potrebbe rallentare la corsa alla tesi "made in USA" (chip e investimenti tutti domestici) a favore di una visione più globale del settore tecnologico.
🔴 VENDITA — Oklo (OKLO) Tris di vertici in uscita: il CEO Jacob DeWitte, la co-fondatrice e COO Caroline Cochran e il CFO Bealmear hanno venduto azioni per un controvalore complessivo di oltre 393 milioni di dollari.
🟢 ACQUISTO — Agree Realty (ADC) Il CEO Joey Agree ha acquistato 13.295 azioni il 18/05, per un controvalore di circa 1 milione di dollari.
🟢 ACQUISTO — Jacobs Solutions (J) Il CEO Robert V. Pragada ha acquistato 3.601 azioni il 18/05, per circa 400 mila dollari.
🟢 ACQUISTO — Tecnoglass (TGLS) Energy Holding Corp, uno dei principali azionisti della società, ha acquistato 80.879 azioni il 14/05, per un controvalore di circa 3,28 milioni di dollari.