Rotte

📈 S&P 500: 7.786 · ⬇️ -0,17%

💻 NASDAQ: 30.046 · ⬇️ -0,13%

🏭 DOW JONES: 53.732 · ⬇️ -0,20%

📊 RUSSELL 2000: 3.068 · ⬆️ +0,51%

🇮🇹 FTSE MIB: 53.584 · ⬇️ -0,20%

🥇 GOLD: $4.437/oz · ⬆️ +1,69%

🛢️ WTI: $82,40/bbl · ⬆️ +1,42%

🏛️ US 10Y: 4,70%

💸 BTC 63.180$

Portafoglio Basic: 36.792,17 €
Portafoglio Intermedio: 31.770 $

👽 Reddit entra nell'S&P 500, e la storia è meno banale di così

Martedì mattina Reddit entra nell'indice più seguito del mondo, al posto di AvalonBay che ne esce perché è stata comprata da un'altra società. Venerdì il titolo è salito del 12,6% in una sola seduta, da 158,12 a 178,09 dollari.

Quel salto ha una spiegazione noiosa e nessun merito dell'azienda. Migliaia di fondi al mondo hanno il compito di replicare l'S&P 500, cioè di possedere esattamente quello che c'è dentro. Quando l'indice cambia un pezzo, quei fondi devono comprare il titolo nuovo, che gli piaccia o no, tutti più o meno nello stesso momento. È domanda obbligata, e si vede sul prezzo prima ancora che succeda. 📈

Ma la parte interessante è perché Reddit ha potuto entrarci, ed è un dettaglio che vale per qualunque azienda guardiate. Nell'S&P 500 non entri perché sei grande o famoso: uno dei requisiti è aver chiuso in utile l'ultimo anno e anche l'ultimo trimestre. Reddit ha messo insieme il suo primo anno intero di utili nel 2025, dopo essere stata in perdita per vent'anni. È quello, non la popolarità, che le ha aperto la porta.

I numeri dell'ultimo trimestre spiegano il resto: 805 milioni di dollari di ricavi, il 61% in più di un anno fa, e 253 milioni di utile netto, cioè più di trenta centesimi di utile per ogni euro incassato. Gli utenti che aprono l'app ogni giorno sono 130 milioni, il 18% in più: e la crescita non viene dall'America, ferma a un più 6%, ma dal resto del mondo, che cresce del 28%.

E qui arriva la cosa che vi risparmia un errore. Con tutti questi numeri in ordine, il titolo venerdì valeva il 37% in meno del suo massimo degli ultimi dodici mesi, che era 282,95 dollari. Entrare nell'S&P 500 è un riconoscimento di solidità contabile, non un giudizio sul prezzo. 🧮 Le due cose viaggiano separate, e chi compra un titolo il giorno in cui entra in un indice sta comprando dopo che i fondi obbligati hanno già comprato.

Reddit non è in nessuno dei nostri due portafogli, e non stiamo dicendo di comprarla. La raccontiamo perché è il caso di scuola più pulito che ci sia capitato quest'anno su come funzionano gli indici, che è una cosa che riguarda chiunque abbia un ETF.

 

🌏 Putin va su un'isola, e le fabbriche si spostano

Il 13 agosto Vladimir Putin è sbarcato a Iturup, la più grande delle quattro isole meridionali delle Curili. È la prima volta che ci va da presidente. Ha visitato uno stabilimento per la lavorazione del pesce, un ospedale e una scuola.

Quelle isole il Giappone le chiama Territori Settentrionali e le considera proprie. L'Unione Sovietica le occupò negli ultimissimi giorni della Seconda guerra mondiale, e da allora Tokyo e Mosca non hanno mai firmato un trattato di pace: sono formalmente due paesi ancora senza pace dal 1945. La premier giapponese Sanae Takaichi ha definito la visita «assolutamente inaccettabile» e ha detto che rende più difficile ricucire i rapporti nei prossimi anni. Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha convocato l'ambasciatore russo. Mosca ha risposto che la protesta è infondata.

Qui non ci interessa chi ha ragione, e non ve lo diremo. Ci interessa una cosa sola, che è quella che finisce nei bilanci. 🏭

Perché una visita a quattro isole di pescatori fa notizia. Le Curili sono una catena di 1.300 chilometri che va dalla penisola russa della Kamchatka fino a Hokkaido, e chiudono il Mare di Ochotsk come un cancello. Sono l'unica via d'uscita da quel mare verso il Pacifico aperto. E il passaggio fra due di quelle isole, Kunashir e Iturup, ha una caratteristica che vale più di qualsiasi trattato: non ghiaccia d'inverno. È da lì che la flotta russa del Pacifico, basata a Vladivostok, esce in mare tutto l'anno, ed è da quelle acque che passa l'energia siberiana diretta a est. Quattro isole di pescatori sono, in realtà, la porta di casa.

Il Giappone, intanto, ha un problema con tutti e tre i suoi vicini. Con la Russia per le isole. Con la Cina, che da novembre gli blocca l'importazione di prodotti ittici, terre rare e beni a doppio uso, cioè quelli che servono sia all'industria civile sia a quella militare. E con la Corea del Sud, che ha protestato formalmente per il libro bianco sulla difesa giapponese.

Adesso guardate la cartina qui sotto, perché spiega il resto meglio di qualunque paragrafo. 🗺️

Il Giappone è un'isola senza petrolio, e quello che consuma arriva quasi tutto via mare da ovest. La linea arancione è la sua strada: dal Golfo Persico, giù lungo l'India, attraverso lo Stretto di Malacca, e su fino a Tokyo. Su quella strada ci sono due imbuti. Il primo, Hormuz, è chiuso da febbraio. Il secondo, Malacca, è largo in un punto meno di tre chilometri, e ci passa circa l'80% del petrolio giapponese, oltre a un quarto di tutto il commercio marittimo del mondo.

Quando un paese si accorge di dipendere da due passaggi stretti e da tre vicini con cui litiga, non fa dichiarazioni: si cerca un secondo stabilimento da un'altra parte. Non chiude il primo, ne apre un altro. È lo stesso ragionamento che vi abbiamo raccontato mercoledì 12 agosto parlando di Hormuz e delle bollette: quando una rotta diventa incerta, il valore si sposta su quella che resta aperta.

E qui non stiamo immaginando: il governo giapponese lo sta pagando. C'è un programma pubblico che rimborsa le aziende che spostano la produzione fuori dalla Cina, esteso a India e Bangladesh, e in una sola tornata ha assegnato oltre 10 miliardi di yen a 30 imprese che si trasferivano nel Sud-est asiatico. Fra queste Hoya, che ha portato la produzione di componenti elettronici in Vietnam e Laos. Nomi come MUFG, Nidec e Polyplastics stanno aprendo centri tecnici in India. L'India, dal canto suo, ha incassato 81 miliardi di dollari di investimenti dall'estero nell'ultimo anno fiscale, il 14% in più, e la sola manifattura è cresciuta del 18%. 🇮🇳

Le due linee tratteggiate della cartina sono le rotte che si stanno cucendo, e vanno raccontate senza entusiasmo.

La strada trilaterale dovrebbe collegare Moreh, in India, a Mae Sot in Thailandia attraversando il Myanmar: 1.360 chilometri che metterebbero l'industria indiana in contatto via terra col Sud-est asiatico, e c'è una proposta per allungarla fino al Vietnam. A luglio di quest'anno però non è ancora una strada percorribile per intero, e il motivo è sempre lo stesso: il Myanmar è in guerra civile. Un corridoio che attraversa un paese in guerra non è un corridoio, è un progetto.

Il corridoio marittimo Chennai-Vladivostok è 10.300 chilometri e taglia i tempi di trasporto di circa il 40% rispetto alla rotta che passa dall'Europa. Ma attenzione a chi serve: è un accordo fra India e Russia, e il Giappone, che ha aderito alle sanzioni del G7 contro Mosca, da lì non passa. Nella stessa cartina convivono due strategie diverse che non si sommano.

E noi cosa abbiamo dentro? Il portafoglio Intermedio ha tre posizioni su quest'area, per un totale dell'8,6%: l'ETF sul Sud-est asiatico ASEA al 2,04%, quello sull'India INDA al 2,13%, e VPL sull'area del Pacifico, Giappone compreso, al 4,42%. Il portafoglio Basic non ha esposizione specifica all'Asia: le sue posizioni azionarie sono due ETF globali, che l'Asia ce l'hanno dentro solo per la quota che pesa negli indici mondiali.

Una nota onesta su INDA, perché sarebbe comodo non darla: in portafoglio è in perdita dell'11,9%. Il tema di lungo periodo e il prezzo di oggi sono due cose diverse, e quando raccontiamo il primo continuiamo a farvi vedere il secondo. 📉

E la cosa più importante di tutto il pezzo è la più lenta: una fabbrica non si sposta in un trimestre. Si sposta in cinque o dieci anni, un capannone alla volta, e nessuno suona una campana il giorno in cui succede. Per questo storie così non si giocano comprando un titolo la settimana della notizia, ma tenendo qualcosa su quell'area e lasciandolo lì.

🗓️ La settimana: due mercoledì in uno

Questa settimana i dati sono pochi e quelli che contano stanno tutti mercoledì.

Lunedì 17

  • Empire State, il sondaggio fra le fabbriche dello stato di New York. Atteso a 10,2 dal 15,6 di luglio. Sopra zero cresce, sotto zero si contrae.

  • Indice NAHB, l'umore dei costruttori di case americani. Atteso a 35 dal 34. Sotto 50 i pessimisti sono più degli ottimisti, ed è lì che stanno da mesi.

Martedì 18

  • Cantieri avviati di luglio, cioè quante case nuove si è cominciato a costruire. Attesi a 1,390 milioni dagli 1,427 del mese prima. Con loro i permessi di costruzione e la produzione industriale.

  • Trimestrale di Home Depot, prima dell'apertura.

  • Reddit entra nell'S&P 500 al posto di AvalonBay. Il titolo era salito dell'11% all'annuncio, per un motivo meccanico: tutti i fondi che replicano l'indice sono obbligati a comprarlo.

Mercoledì 19, il giorno da segnare 🎯

  • Verbali della Fed, alle 20 italiane. Sono il resoconto della riunione del 28 e 29 luglio, quando i tassi sono rimasti fermi al 3,50-3,75% per la quinta volta di fila, ma con un voto di 9 contro 3: tre membri volevano alzarli. Warsh l'ha chiamata «una bella litigata in famiglia». Servono a capire quanto quei tre erano vicini a convincere gli altri.

  • Entrano in vigore i dazi al 50% su circa 20 miliardi di dollari l'anno di merci canadesi: latticini, alcolici, veicoli, elettronica, materiali da costruzione, abbigliamento, prodotti agricoli. Restano fuori energia, potassa, pesce e minerali critici.

  • Trimestrali di Target e Lowe's.

Giovedì 20

  • Richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, indice della Fed di Filadelfia e indicatori anticipatori.

  • Trimestrale di Walmart alle 13 italiane, il termometro più affidabile che esista su come spendono le famiglie americane.

Venerdì 21

  • PMI preliminari su industria e servizi, cioè i sondaggi fra i responsabili degli acquisti delle aziende: la prima fotografia di agosto. Sopra 50 l'economia si espande, sotto 50 si restringe.

MOOD

Ed eccolo qui, è arrivato di nuovo lunedì!
Molti di voi sono ancora in vacanza, altri sono già rientrati alla scrivania, e in entrambi i casi, un piccolo boost non fa mai male.
Questa settimana voglio regalarvi un pensiero in più che c'entra poco con i mercati e molto con la vita.

Diciamocelo: noi italiani abbiamo un talento naturale per la lamentela. Il caffè del bar è peggiorato, il governo è sempre quello sbagliato, i prezzi salgono, "si stava meglio quando si stava peggio".
Lo facciamo tutti, (me compreso) è quasi il nostro sport nazionale.
Ma mentre ci alleniamo a notare tutto quello che non va, perdiamo di vista una cosa: vivete in un paese dove si mangia meglio che ovunque, dove il sole è gratis otto mesi l'anno, e dove abbiamo ancora la libertà di costruire qualcosa. E allora oggi voglio ribaltare la prospettiva.

Perché c'è una cosa che i pessimisti dimenticano sempre: anche loro, ogni mattina, si alzano.
E se ti alzi, da qualche parte dentro di te c'è ancora la convinzione che oggi possa andare meglio di ieri.

Gli americani hanno un'espressione che amo: gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dall'obiettivo.

L'Italia di oggi è piena di gente che guarda gli ostacoli, i prezzi, le notizie, il futuro incerto, e ha smesso di guardare l'obiettivo.

Ma i prezzi salgono e scendono, le crisi arrivano e passano: è sempre stato così, e siamo sempre ancora qui.

I nostri nonni hanno ricostruito un Paese dalle macerie con molto meno di quello che abbiamo noi. Non avevano certezze ma avevano una direzione.

Ecco il segreto che nessun telegiornale vi racconterà stasera: l'ottimismo non è credere che andrà tutto bene da solo. È decidere che, qualunque cosa accada, voi farete la vostra parte.
E chi fa la propria parte, ogni giorno, un passo alla volta, si sveglia un giorno e scopre di essere arrivato molto più lontano di chi era rimasto fermo a lamentarsi.

Indietro
Indietro

Cinque

Avanti
Avanti

Lotteria