Golfo
📊 Mercati
📈 Nasdaq 24.650 +1,31%
📈 S&P 500 6.699 +1,10%
📈 Dow Jones 46.964 +0,91%
📉 10Y US Bond4,22% -1,4%
₿ Bitcoin$74.325 +4,02%
🛢️ Oil (WTI)$94,29 -5%
🥇 Gold$5.009 -0,19%
🚀 P. Intermedio:31.186
Comunicazione Finanzamille
Ciao a tutti!
Abbiamo organizzato un nuovo webinar dedicato a Freedom24, il broker internazionale pensato soprattutto per chi vuole iniziare a investire in modo semplice.
Durante il webinar vedremo insieme:
• le caratteristiche principali di Freedom24
• come aprire un conto
• come utilizzare la piattaforma per acquistare azioni ed ETF
• per chi è adatto questo broker (e per chi potrebbe non esserlo)
• quali alternative esistono sul mercato
L’obiettivo è darvi una panoramica chiara della piattaforma e aiutarvi a capire se può essere la soluzione giusta per iniziare.
Alla fine ci sarà anche spazio per le domande.
Se vi interessa partecipare potete registrarvi qui 👇
https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_Yykwovx5S3KrNgENkHieKg
🛡️ Chubb guida il piano da $20 miliardi per il commercio nel Golfo
La compagnia assicurativa Chubb è stata scelta come lead partner nel nuovo piano da 20 miliardi di dollari promosso dalla U.S. International Development Finance Corporation (DFC) per sostenere il ritorno delle spedizioni commerciali nel Golfo Persico 🌍🚢. L’obiettivo è ripristinare la fiducia delle compagnie di navigazione dopo le tensioni legate al conflitto con l’Iran, fornendo coperture assicurative su navi e carichi energetici. Chubb agirà come principale sottoscrittore delle polizze, mentre altre compagnie assicurative americane parteciperanno come partner di riassicurazione per aumentare la capacità del mercato. La notizia arriva mentre la società continua a mostrare fondamentali solidi 📊: nell’ultimo trimestre ha registrato utili per azione di 7,52$, con premi netti saliti a 13,5 miliardi di dollari.
💳 Private credit: la nuova area di rischio nei mercati
Un settore che sta iniziando a preoccupare gli analisti è quello del private credit, ovvero i prestiti concessi da fondi privati alle aziende, spesso fuori dal sistema bancario tradizionale. Dopo anni di tassi vicino allo zero e di forte espansione della liquidità, molte imprese si trovano ora a rifinanziare debiti a tassi molto più alti, spesso sopra il 6%, contro il 3-4% degli anni precedenti.
Il problema principale è la scarsa trasparenza 📊: molte di queste operazioni non sono soggette agli stessi obblighi di reporting delle banche, creando una sorta di “scatola nera” difficile da monitorare per gli investitori. Secondo alcune stime di UBS, nello scenario peggiore i tassi di default nel private credit potrebbero arrivare fino al 15%, un livello molto superiore a quello visto nei prestiti bancari tradizionali.
Il rischio è anche di contagio finanziario: spesso le banche finanziano i fondi di private credit, che a loro volta prestano alle imprese, creando una rete complessa di rischi di controparte. Se alcune di queste aziende dovessero iniziare a fallire, l’impatto potrebbe propagarsi ai mercati finanziari più ampi, soprattutto in settori già sotto pressione come il real estate commerciale. In sintesi, l’aumento dei tassi sta mettendo alla prova molti progetti nati nell’era del denaro facile.
🏢 REIT: valutazioni ai minimi storici
Un settore che molti investitori stanno iniziando a osservare con attenzione è quello dei REIT (real estate investment trusts). Come mostra il grafico, i REIT globali stanno oggi trattando a multipli molto più bassi rispetto al mercato azionario, con uno spread EV/EBITDA di circa 4,7x, ben al di sotto della media storica intorno a 7,9x. Questo significa che molte società immobiliari quotate stanno scambiando a forti sconti rispetto al valore reale delle proprietà che possiedono, in alcuni casi anche del 20-30% rispetto al NAV.
Storicamente, quando queste divergenze diventano così ampie, i REIT tendono a recuperare terreno negli anni successivi, soprattutto quando i tassi iniziano a stabilizzarsi o scendere. Inoltre, in un contesto di incertezza geopolitica e trasformazioni tecnologiche, molti investitori vedono negli immobili una forma di diversificazione reale, meno legata ai cicli di alcuni settori azionari. In altre parole, mentre il mercato azionario resta vicino ai massimi, il real estate quotato potrebbe rappresentare uno dei pochi segmenti ancora a sconto nei mercati globali.
🥇 Oro e argento: rifugio nei momenti di incertezza
Negli ultimi dieci anni oro e argento hanno confermato il loro ruolo di beni rifugio, utilizzati dagli investitori come protezione contro inflazione, volatilità delle valute e instabilità geopolitica. L’argento, oltre alla componente finanziaria, ha beneficiato anche dei cicli industriali legati a elettronica, energie rinnovabili ed elettrificazione. Negli ultimi mesi i metalli preziosi hanno addirittura sovraperformato le azioni, grazie alla forte domanda di asset difensivi. Tuttavia, dopo aver raggiunto nuovi massimi storici, sia oro che argento hanno registrato un sell-off significativo, pur mantenendo rendimenti complessivamente positivi. Dal punto di vista tecnico la volatilità implicita sui futures è scesa rispetto alla settimana scorsa, segnale che il mercato sta prezzando un rischio meno estremo, anche se resta ancora su livelli storicamente elevati 📊. In sintesi, alcuni investitori stanno iniziando a chiedersi se sia il momento di aumentare l’esposizione ai metalli preziosi rispetto alle azioni, ma è importante ricordare che la forte performance dell’ultimo anno potrebbe essere stata un caso particolare legato alle tensioni globali.
📉 Posizionamento estremo: troppi short sul mercato
Nelle ultime settimane gli investitori istituzionali hanno ridotto drasticamente l’esposizione al mercato azionario. Secondo i dati di Goldman Sachs, i fondi hanno venduto circa 36 miliardi di dollari di futures sull’S&P 500 in una sola settimana, il più grande disinvestimento degli ultimi dieci anni. Allo stesso tempo le posizioni short sugli ETF americani sono aumentate bruscamente, segnale che molti operatori stanno scommettendo su ulteriori ribassi 📊.
Il motivo principale è il forte rialzo del petrolio, che rischia di riaccendere l’inflazione e rendere più difficile il lavoro della Federal Reserve. Quando l’energia sale così rapidamente, le condizioni finanziarie si irrigidiscono e gli investitori tendono a ridurre il rischio.
Tuttavia, un posizionamento così estremo può diventare benzina per un eventuale rimbalzo. Se il petrolio dovesse anche solo raffreddarsi verso 90-95 dollari, gran parte di queste posizioni ribassiste potrebbe essere costretta a chiudersi rapidamente, generando uno short squeeze 📈. In altre parole, quando il mercato diventa troppo negativo e troppo coperto al ribasso, basta anche una piccola notizia positiva per cambiare improvvisamente il sentiment.
₿itcoin e il mito del ciclo di 4 anni
Molti investitori credono che Bitcoin segua un ciclo di quattro anni, ma guardando la storia del mercato emerge una realtà diversa: i grandi movimenti del prezzo sono stati quasi sempre causati da eventi macro e finanziari, non dal calendario. Il crollo dopo il 2013 arrivò con la chiusura di Silk Road, il bear market del 2018 fu legato alla stretta delle banche e alla fine della fase speculativa, mentre nel 2022 il mercato è stato colpito dal forte aumento dei tassi e dal fallimento di FTX.
Oggi però il contesto è cambiato. Con l’arrivo degli ETF su Bitcoin e dei grandi investitori istituzionali, BTC sta iniziando a comportarsi sempre più come un asset tecnologico ad alta volatilità, simile alle small cap tech, piuttosto che come una semplice scommessa speculativa 📊. Questo potrebbe significare meno rialzi esplosivi come in passato, ma anche ribassi meno estremi.
Nel lungo periodo il valore di Bitcoin tende a essere guidato soprattutto da offerta limitata e crescente adozione, mentre nel breve periodo il prezzo reagisce soprattutto a liquidità globale, tassi di interesse e sentiment di mercato.
Per questo motivo le fasi di forte paura e i ribassi importanti vengono spesso viste dagli investitori come momenti di accumulo, più che come la fine del mercato rialzista