Europa

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Venerdì LIVE da confermare, manderemo domani e dopo il link

Per chi si fosse perso l’ultimo video: EUFORIA

🕊️ Accordo ufficiale USA-Iran: venerdì la firma storica in Svizzera, l'Iran potrà vendere petrolio subito

L'accordo tra USA e Iran si fa sempre più concreto. Ecco gli sviluppi della giornata:

🟢 Firma prevista venerdì 19 giugno al resort di Bürgenstock, in Svizzera. La sede è stata proposta dai mediatori pakistani e qatarioti. L'accordo è già stato firmato elettronicamente dai leader dei due Paesi, venerdì sarà la firma ufficiale di persona.

🛢️ L'Iran potrà vendere petrolio immediatamente in base al memorandum d'intesa, secondo il Wall Street Journal. Una notizia che spiega il crollo del greggio di oggi (-6,15%).

☢️ Sul nucleare Trump è stato netto dal G7: "L'unica cosa che conta per me è che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare. Si scatenerà l'inferno se ci provano."

🇱🇧 Sul Libano, Trump ha detto a Israele di non aver gradito l'attacco a Beirut e ha suggerito che dovrebbe essere la Siria a occuparsi di Hezbollah, non Israele.

⚠️ Ma attenzione ai tempi reali. Il CEO di Mitsui (una delle più grandi compagnie di navigazione al mondo) ha dichiarato al Financial Times che gli armatori non riprenderanno il transito nello Stretto di Hormuz per settimane, finché non avranno la certezza che l'accordo sia "concreto e si traduca in una situazione reale". Tradotto: la carta è una cosa, la sicurezza in mare è un'altra.

💡 Per i mercati il segnale è chiaro: il petrolio sta già scontando la pace, ma il ritorno alla normalità nei flussi energetici globali richiederà tempo. L'inflazione non scenderà dall'oggi al domani.

WAR OFF - RISK ON! (Finita la guerra ora dobbiamo capire quale potrebbe essere il prossimo segnale bullish, in assenza i mercati potrebbero tornare nervosi.

💊 Goldman Sachs promuove Shionogi: il farmaceutico giapponese a sconto dopo il crollo

Goldman Sachs ha promosso Shionogi, azienda farmaceutica giapponese, a "Buy" con un target di 3.400 yen (circa +23% sopra i livelli attuali). Il motivo: il titolo è sceso del 20% da aprile, un calo che secondo la banca ha creato un'opportunità di ingresso.

🔍 Cosa fa Shionogi?
È un'azienda farmaceutica specializzata soprattutto nei trattamenti per l'HIV e nei farmaci anti-Covid. Il suo farmaco anti-Covid (Xocova) è stato recentemente approvato anche negli Stati Uniti, e l'azienda sta investendo nello sviluppo di terapie HIV a lunga durata d'azione, che permettono ai pazienti di ridurre drasticamente la frequenza delle somministrazioni.

📊 Goldman Sachs vede tre motori di crescita: la maggiore diffusione dei trattamenti HIV di nuova generazione, il rafforzamento del business tramite acquisizioni recenti (ha comprato la divisione farmaceutica di Japan Tobacco nel 2025 e il business edaravone di Tanabe Pharma nel 2026), e i continui tagli ai costi operativi.

💡 È un nome poco conosciuto in Europa ma che conferma un tema interessante: nel settore farmaceutico giapponese ci sono aziende sottovalutate con pipeline solide e in crescita, lontane dai riflettori del tech ma con fondamentali molto concreti.

🏢 Csquare: un altro operatore di data center si quota a New York

Un'altra IPO nel mondo dei data center. Csquare, piattaforma nordamericana di infrastrutture digitali controllata da Brookfield (uno dei più grandi gestori di investimenti al mondo), ha depositato i documenti per quotarsi alla Borsa di New York con il ticker CSQR. Prezzo e numero di azioni non sono ancora stati comunicati.

Tutti stanno surfando l’onda dell’ottimismo. Le società stanno quotandosi o emettendo nuove azioni in questo periodo, l’euforia è al massimo.

📊 I numeri
Csquare gestisce 64 data center in 21 aree metropolitane tra USA, Canada e Gran Bretagna, con una capacità di quasi 389 megawatt e oltre 1.700 clienti aziendali. I ricavi crescono del 16% (270 milioni di dollari nell'ultimo trimestre), l'EBITDA è salito del 25%, ma l'azienda è ancora in perdita (66 milioni nel trimestre).

💡 È l'ennesima conferma che il settore dei data center è al centro dell'attenzione di Wall Street: dopo SpaceX, OpenAI e Quantinuum, anche chi costruisce e gestisce le strutture fisiche dove gira l'intelligenza artificiale vuole quotarsi. La domanda di spazio nei data center è talmente alta che anche aziende ancora in perdita trovano investitori pronti a scommettere sulla crescita futura.

🇪🇺 L'Europa vuole sganciarsi da USA e Cina: ecco il piano e i titoli coinvolti

Un'analisi pubblicata da un analista di Investing.com fa il punto su uno dei temi più importanti per chi investe in Europa. L'Europa si è svegliata con una consapevolezza scomoda: è troppo dipendente dall'esterno. Dagli Stati Uniti per la difesa e il gas, dalla Cina per le tecnologie e le materie prime. Il Rapporto Draghi ha quantificato cosa serve per cambiare rotta: tra i 700 e 800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all'anno, il doppio del Piano Marshall in proporzione al PIL. Bruxelles ha risposto con piani concreti su tre fronti.

1. Energia: pagare meno e produrla in casa
Le aziende europee pagano l'elettricità 2-3 volte più di quelle americane e il gas 4-5 volte di più. Per colmare questo gap, l'UE ha varato il Clean Industrial Deal e un piano da 584 miliardi per modernizzare le reti elettriche entro il 2030.

Titoli coinvolti:

  • Siemens Energy → turbine, pale eoliche, trasformatori. +83% in un anno

  • Iberdrola → utility spagnola, prestito green da 1,05 miliardi dalla BEI

  • Prysmian → leader mondiale nei cavi sottomarini, portafoglio ordini saturo per anni

💻 2. Tecnologia: costruire i chip in Europa
Delle 50 aziende tech più grandi al mondo, solo 4 sono europee. L'European Chips Act stanzia 43 miliardi per raddoppiare la produzione europea di semiconduttori al 20% entro il 2030, riducendo la dipendenza dall'Asia.

Titoli coinvolti:

  • ASML → monopolio mondiale nelle macchine per produrre chip avanzati

  • STMicroelectronics e Infineon → i due campioni europei dei chip, con espansioni in Italia, Francia e Germania

  • SAP → guida il progetto del "Cloud Sovrano" europeo per proteggere i dati industriali dai server americani. Titolo sceso del 42% in un anno

🛡️ 3. Difesa: comprare europeo
L'Europa spende tanto in difesa ma il 78% degli acquisti va a fornitori non europei (il 63% solo agli USA). Il programma EDIP di Bruxelles punta a trattenere almeno il 50% del budget difesa dentro l'UE entro il 2030.

Titoli coinvolti:

  • Leonardo → elettronica militare e aerospazio, il campione italiano

  • Rheinmetall → munizioni e mezzi corazzati, il campione tedesco

  • Saab → radar, sottomarini e caccia Gripen, il campione svedese

💡 Attenzione però: molti di questi titoli hanno già corso tanto e i prezzi attuali incorporano una parte dell'entusiasmo. La vera sfida sarà capire quali aziende riusciranno davvero a trasformare i sussidi europei in utili concreti. La riconquista della sovranità economica europea è una maratona, non uno scatto.

📌 SpaceX a $192: tutti guardano il razzo, pochi guardano cosa serve per costruirlo

Un'analisi molto interessante di un analista di Investing.com ribalta la prospettiva sull'IPO di SpaceX e offre uno spunto che vale la pena condividere.

🚀 Il dato di partenza: SpaceX ha chiuso a 192,47 dollari, +42,6% in sole due sedute dal debutto. È già la terza azienda al mondo per capitalizzazione, con un valore di circa 2.520 miliardi di dollari. Ma l'analista pone una domanda scomoda: chi sta davvero guadagnando da questa IPO?

La risposta è netta: chi aveva investito prima della quotazione. Fondi che avevano comprato a valutazioni di 400-800 miliardi nel mercato privato, alcuni addirittura dieci anni fa a una frazione del prezzo attuale. L'IPO ha permesso loro di vendere a 1.770 miliardi. Chi compra oggi a 192 dollari sta pagando 95 volte i ricavi per un'azienda che nel 2025 ha perso 4,9 miliardi. La ricchezza è stata già creata nel mercato privato, l'investitore retail arriva quando la festa è già finita.

⛏️ Ma il punto più interessante dell'analisi è un altro. L'analista sposta l'attenzione su ciò che serve fisicamente per costruire tutto questo: le materie prime. Il rame continua a toccare nuovi massimi storici, le terre rare (neodimio, praseodimio, disprosio) sono fondamentali per magneti, motori elettrici, satelliti e robotica. Senza questi materiali, né l'AI, né la robotica, né le infrastrutture spaziali possono funzionare.

La tesi è semplice: tutti parlano di chip, software, razzi e data center nello spazio. Ma prima di arrivarci servono miniere, metalli e infrastrutture fisiche. E sono queste le aziende che stanno vedendo una domanda strutturale da tre direzioni contemporaneamente: AI, energia nucleare e space economy.

💡 La sequenza logica che l'analista identifica è questa:

CHIP → SOFTWARE → ENERGIA → SPAZIO → MATERIE PRIME

Ogni rivoluzione tecnologica, alla fine, torna sempre alla terra. E chi produce i materiali per costruire il futuro potrebbe essere il vincitore meno appariscente ma più concreto di questa fase di mercato.

Nessuna operazione interessante di Insider Trading.

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