Guadagni
📊 MERCATI IN SINTESI
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💻 NASDAQ — 30.544 · ⬆️ +3,06%
🏭 DOW JONES — 51.671 · ⬆️ +0,92%
📊 RUSSELL 2000 — 2.965 · ⬆️ +0,72%
🇮🇹 FTSE MIB — 51.836 · ⬆️ +0,66%
🥇 GOLD — $4.330/oz · ⬆️ +2,74%
🛢️ WTI — $81,13/bbl · ⬇️ -4,42%
🏛️ US 10Y — 4,47%
₿ BTC — $66.483 · ⬆️ +1,18%
🚀 PORTAFOGLI FINANZAMILLE
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🕊️ Accordo USA-Iran raggiunto: lo Stretto di Hormuz riapre, il petrolio crolla
Svolta storica. USA e Iran hanno annunciato un accordo quadro per porre fine a oltre tre mesi di conflitto. Trump ha dichiarato che le navi cariche di petrolio stanno già attraversando lo Stretto di Hormuz. I mercati hanno festeggiato: borse in rialzo, petrolio -5%.
L'accordo prevede la riapertura dello Stretto, la rimozione delle sanzioni sul petrolio iraniano, lo sblocco di 12 miliardi di fondi congelati e 60 giorni di tempo per negoziare sul programma nucleare. Il vicepresidente Vance ha detto che il testo verrà pubblicato questa settimana, ma ha ammesso che molti dettagli sono ancora da definire.
💡 Se l'accordo tiene, l'impatto è enorme: petrolio giù, inflazione in calo, banche centrali con più margine di manovra. La Fed si riunisce mercoledì e manterrà i tassi fermi, ma il tono potrebbe cambiare se la crisi energetica si sta davvero risolvendo. Dopo mesi di false partenze, questa volta sembra diverso, ma la prudenza resta d'obbligo: finché i dettagli non sono nero su bianco, niente è certo.
📡 Nokia: da telefoni a infrastruttura AI. JPMorgan alza il target del 50%
Vi ricordate Nokia? Quella dei cellulari indistruttibili degli anni 2000? Oggi è un'azienda completamente diversa: produce apparecchiature di rete per telecomunicazioni e data center, e sta diventando uno dei fornitori chiave dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale.
📈 JPMorgan ha alzato il target da €12 a €18 (+50%), circa il 40% sopra i livelli attuali, confermando il giudizio positivo. Il motivo: Nokia ha conquistato contratti AI con due dei più grandi hyperscaler al mondo. Microsoft è già cliente confermato, e Google è indicato come il probabile secondo. Secondo JPMorgan, questi due contratti da soli potrebbero generare fino a 2 miliardi di euro di ricavi annui entro il 2028.
📊 I numeri sono impressionanti: Nokia ha registrato 1 miliardo di ordini AI e cloud nel solo primo trimestre 2026, quasi interamente nel settore delle reti ottiche (lo stesso tema di cui abbiamo parlato con Ciena e Lumentum). E i ricavi AI e cloud sono previsti passare da 1,13 miliardi nel 2025 a 6,5 miliardi nel 2028, una crescita di quasi 6 volte in tre anni. JPMorgan stima una crescita degli utili del 29% annuo fino al 2028.
💡 Nokia è l'ennesima conferma che la filiera AI va ben oltre i chip: servono reti ottiche, apparecchiature di rete, switch per data center. E un'azienda che molti davano per "finita" si sta reinventando come protagonista di questa rivoluzione.
🤖 I titoli AI che stanno davvero crescendo: non solo chip, ma tutta la filiera
Un'analisi di Seeking Alpha ha individuato i titoli legati all'intelligenza artificiale che stanno mostrando una crescita reale dei ricavi. Il dato più interessante è che l'AI non è più un tema limitato ai produttori di chip: la crescita si è estesa a tutta la catena.
Cinque categorie, cinque modi diversi di guadagnare dall'AI:
Hardware e Calcolo → chi costruisce fisicamente i chip e i computer che fanno girare l'intelligenza artificiale (AMD, Penguin Solutions)
Reti e Infrastruttura → chi costruisce le "autostrade digitali" che collegano i server tra loro nei data center (Arista Networks, Fastly, Rackspace)
Cybersicurezza e Identità → chi protegge i sistemi AI dagli attacchi informatici e verifica chi accede ai dati (SentinelOne, Okta)
Software e Dati → chi fornisce i programmi e i dati su cui l'AI viene addestrata e fatta funzionare (Elastic, Twilio, Innodata)
AI Specializzata → chi applica l'intelligenza artificiale a settori specifici come la medicina o le comunicazioni aziendali (Nebius, Butterfly Network, Crexendo)
💡 Per far funzionare l'AI servono chip, reti, sicurezza, software e dati. Chi investe solo nei produttori di chip sta guardando solo un pezzo del puzzle. La crescita dei ricavi è il segnale più chiaro per distinguere chi sta davvero trasformando la tecnologia in business.
🏎️ Ferrari: Morgan Stanley promuove il titolo dopo il crollo. "Il mercato ha esagerato"
Morgan Stanley ha promosso Ferrari a "Overweight" (sovrappeso) alzando il target da €330 a €380, circa il 24% sopra i livelli attuali. Il titolo è balzato del 4,4% a Milano alla notizia.
📉 Cosa era successo?
Ferrari ha perso circa il 26% in un anno, uno dei cali più pesanti della sua storia in Borsa. I motivi: la presentazione della Luce (la prima Ferrari elettrica) non ha convinto (critiche sul design e sul prezzo di 550.000 euro), i valori delle auto usate Ferrari ibride (296 GTB e SF90) erano scesi, e il piano industriale presentato a ottobre 2025 aveva deluso con previsioni di crescita più lente del previsto.
🔍 Perché Morgan Stanley dice che è il momento di comprare?
Perché dopo aver parlato direttamente con i concessionari in USA ed Europa, gli analisti hanno concluso che nessuno di questi problemi ha danneggiato il brand in modo permanente. I valori delle auto usate si stanno stabilizzando (la 296 GTB sembra aver toccato il fondo), il collezionismo sulle Ferrari a motore tradizionale è addirittura in crescita, e sulla Luce il mercato sta già scontando il peggior scenario possibile.
💡 Il punto chiave dell'analisi è un dato demografico: il numero di persone ultra-ricche nel mondo (quelle che possono permettersi una Ferrari) crescerà di circa 235.000 unità tra il 2026 e il 2031, con il 58% della crescita concentrata negli USA. Finché la clientela target continua ad espandersi, la domanda per Ferrari resta strutturalmente solida. Morgan Stanley conclude che il titolo è sceso troppo rispetto ai fondamentali reali: gli utili sono stati tagliati solo del 4%, ma il prezzo è sceso del 26%.
📊 Promossi e bocciati della settimana secondo Seeking Alpha
Ogni settimana gli analisti di Seeking Alpha aggiornano i loro giudizi sui titoli. Ecco i movimenti più importanti di questa settimana:
🟢 Adobe promossa a "Buy": il titolo è crollato dopo la trimestrale, ma secondo l'analista il mercato ha esagerato. Adobe tratta a 9,5 volte gli utili, un livello che per un'azienda leader nel software creativo è considerato troppo basso. Tradotto: il prezzo in Borsa non rispecchia il valore reale dell'azienda.
🟢 Tesla promossa a "Buy": non per le auto, ma per l'intelligenza artificiale. Il nuovo chip AI6 sviluppato internamente potrebbe rivoluzionare l'efficienza di calcolo. E l'ecosistema che Musk sta costruendo tra Tesla, SpaceX e xAI (auto autonome + razzi + data center nello spazio) è qualcosa di unico al mondo.
🔴 Salesforce declassata a "Hold": è il gigante del software aziendale che gestisce i rapporti con i clienti per migliaia di aziende. Sta investendo nell'AI ma il mercato non è ancora convinto che la transizione funzionerà. Il titolo è in difficoltà e rischia di scendere ulteriormente.
🔴 SpaceX declassata a "Sell": a pochi giorni dal debutto storico arriva già il primo giudizio negativo. Il motivo: le previsioni di Wall Street di 226 miliardi di ricavi entro il 2030 sono giudicate troppo ottimistiche, e al prezzo attuale il rischio di delusione è alto.
🏭 Alcoa crolla del 9% per costi in aumento, Morgan Stanley: "Esagerato, è un'opportunità"
Le azioni di Alcoa, uno dei più grandi produttori di alluminio al mondo, sono scese del 9% in una sola seduta dopo che l'azienda ha comunicato costi di produzione in aumento per il secondo trimestre: 55 milioni di dollari in più del previsto, causati dal rincaro del carburante in Brasile, problemi legati alla crisi in Medio Oriente nella raffineria australiana e carenza di gas per un ciclone.
📊 Morgan Stanley ha subito definito il calo "esagerato", mantenendo il giudizio positivo con un target di 79 dollari (circa il 15-20% sopra i livelli attuali). Secondo gli analisti, l'impatto sui conti del 2026 è di appena il 2%, troppo poco per giustificare un crollo così ampio.
💡 I motivi per restare positivi secondo la banca: il prezzo dell'alluminio è sostenuto dalle interruzioni in Medio Oriente (la regione rappresenta il 9% della produzione globale), le fonderie di Alcoa hanno una forte leva operativa (cioè quando il prezzo dell'alluminio sale, i profitti di Alcoa salgono ancora di più), il titolo tratta sotto le medie storiche degli ultimi 5 anni e genera flussi di cassa solidi che potrebbero tradursi in dividendi più alti o buyback.
🎯 Un caso da manuale di come il mercato a volte reagisce in modo sproporzionato a notizie negative di breve termine, creando potenziali opportunità per chi guarda oltre la singola giornata. 🎯