Report Riservati
Ecco una lista di Report riservati ai Financial Advisors, non condivideteli
Stiamo attenti a queste previsioni perchè non sempre sono corrette, ma ci danno spunti per riflettere sui mercati ed imparare.
Questo è un documento della banca Morgan Stanley e presenta un aggiornamento completo sul mercato farmaceutico e biotech USA, basato sui dati delle prescrizioni.
Il messaggio centrale è che il mercato cresce, ma in modo moderato, con forti differenze tra aree terapeutiche, prodotti maturi e nuovi lanci.
Nel complesso, la crescita delle prescrizioni negli Stati Uniti è debole ma positiva: intorno a +1% YoY, con volatilità settimanale. Le “extended units” (ricette più lunghe, es. 90 giorni) crescono un po’ di più, segnalando che i medici non stanno necessariamente aumentando i pazienti, ma allungando la durata delle terapie!
LINK AL REPORT PHARMA MORGAN STANLEY
Il Green Transition Tracker 2025 di Allianz mostra che la transizione verde globale avanza, ma resta troppo lenta e disomogenea: pochi Paesi (Nord Europa) sono in linea con gli obiettivi, mentre grandi economie ed emergenti migliorano solo marginalmente, mantenendo alte emissioni, forte uso di fossili e sussidi ancora elevati.
LINK REPORT ALLIANZ TRANSIZIONE GREEN
Bank of America è costruttiva sui metalli nel 2026, nel loro report Metal and Mining la BofA è: bullish su rame, alluminio, oro e uranio grazie a decarbonizzazione, AI e vincoli sull’offerta; vede rivalutazione dell’acciaio europeo per nuove protezioni commerciali UE e punta su Glencore come grande leva sul rame, oltre a Gold miners e uranio come temi chiave di lungo periodo.
(Vi ricordo che avevo comprato una posizione ad inizio 2025 di azioni società di miniere di oro che ho venduto a metà del 2026 con un profit del 50% e sono successivamente salite ancora del 30% ma hanno corretto recentemente)
LINK REPORT BANK OF AMERICA Mining & Metals
BlackRock resta pro-risk nel 2026: tutto gira intorno all’Intelligenza Artificiale.
Le aziende stanno spendendo tantissimi soldi per costruirla (computer, energia, data center). Questo fa crescere l’economia, ma crea anche più debiti e più rischi.
Quindi non basta più “comprare un po’ di tutto”: devi scegliere bene dove stare.
Funzionano meglio azioni USA, AI e infrastrutture; le obbligazioni lunghe proteggono meno.
Mizuho nel report Europe Middle East and Asia dice che nel 2026 i tassi lunghi resteranno alti e il dollaro tenderà a indebolirsi.
Le banche centrali (Fed ed ECB) non taglieranno molto, perché crescita e inflazione tengono.
Gli Stati faranno più debito (soprattutto USA e Germania) → questo spinge in alto i rendimenti a lungo termine.
Con crescita globale migliore, il dollaro perde forza, mentre euro e yen migliorano lentamente.
Scott Rubner di Citadel (Cliccate sul link per vedere altri report) dice che il mercato azionario è tornato “sano”.
La volatilità si è calmata, le vendite forzate sono finite e stanno tornando i compratori automatici.
I retail sono ancora molto attivi, le istituzioni sono leggere → se il mercato sale, può scattare il FOMO.
Con AI, stimoli fiscali e Fed più morbida, il contesto resta positivo verso fine 2025 e inizio 2026.
Attenzione: questo report descrive mercati in fase di stabilizzazione, in contrasto con la teoria dominante che li vede ancora strutturalmente instabili soprattutto a causa degli investitori retail.
Mitsubishi UFJ Financial Group nel 2026 vede le valute asiatiche che smettono di muoversi tutte insieme: contano sempre di più fondamentali locali, riforme e politiche fiscali, mentre il contesto globale resta relativamente favorevole.
Vincono le valute legate ad AI e tech (KRW, TWD, MYR) e Cina torna più costruttiva; sotto pressione le economie con squilibri macro e meno spazio fiscale (INR, IDR, VND).
I tagli dei tassi in Asia sono quasi finiti, aumentando la dispersione tra Paesi.
Nel 2026 secondo ING il mercato FX torna a contare sui fondamentali, non sulla politica.
Il dollaro USA non tornerà forte: la Fed si avvicina ai tassi “neutrali”, la crescita USA rallenta e aumentano i rischi fiscali e politici.
L’ambiente sarà di bassa volatilità, favorevole a carry trade e selezione tra valute.
Euro moderatamente più forte, yen ancora debole, Asia più stabile, metalli (oro e rame) di supporto, mentre valute legate all’energia soffrono.
Nel 2026 secondo il report di ING sulle materie prime, ci sono due trend:
energia sotto pressione (petrolio e gas in surplus, prezzi più bassi) mentre i metalli restano forti grazie a offerta limitata, transizione energetica e AI.
Bullish su oro, rame e alluminio; negativo su petrolio, nickel e ferro; agricoli senza grandi trend, con prezzi più stabili.
In sintesi: meno shock energetici, più vincoli strutturali sui metalli.
Secondo Deutsche Bank, l’AI NON è una bolla classica (per ora).
Ci sono segnali di rischio (valutazioni alte, investimenti enormi, limiti tecnologici), ma anche forti segnali positivi:
– i grandi player AI sono profittevoli,
– gli investimenti sono finanziati con cassa,
– la tecnologia continua a migliorare e la domanda cresce.
Se scoppierà qualcosa, riguarderà soprattutto aziende private non profittevoli, non i big quotati.
ANZ Research. Nel 2026 oro e argento restano in trend rialzista.
Tagli dei tassi, debito pubblico elevato, rischi geopolitici e fiducia in calo negli asset USA spingono gli investitori verso beni reali.
L’oro consolida dopo il forte rally, ma pone le basi per un nuovo allungo (soprattutto nel primo semestre 2026); l’argento resta forte ma molto volatile.
In breve: metalli preziosi come assicurazione del portafoglio nel 2026.
Per Brookfield il 2026 favorisce gli asset “reali”.
AI, transizione energetica e ritorno delle catene produttive locali spingono investimenti in infrastrutture, energia, immobili e credito privato.
I rendimenti non arrivano più dalla leva finanziaria, ma da gestione operativa, contratti lunghi e flussi di cassa stabili.
In sintesi: meno speculazione, più fondamentali e pazienza.
Secondo JP Morgan, nel 2026 l’economia tiene grazie all’AI, ma la crescita rallenta.
All’inizio dell’anno crescita e inflazione risalgono, poi tariffe e meno immigrazione frenano l’economia e l’inflazione scende.
La Fed taglia poco (2–3 volte) → tassi lunghi stabili.
Azioni non in bolla vera: valutazioni alte, ma supportate da utili e AI.
Meglio qualità, temi strutturali (AI, deregolamentazione) e più spazio ai mercati internazionali.
La diversificazione non è morta, è cambiata: bond, estero e asset alternativi tornano centrali.
GOLDMAN SACHS - Il 2026 sarà un mercato più frammentato, non direzionale.
L’AI resta il motore principale di crescita (soprattutto negli USA), ma i grandi titoli iniziano a muoversi in modo diverso tra loro → conta la selezione.
Fuori dagli USA ci sono opportunità: Europa (difesa, infrastrutture), Giappone (riforme e yen), Emergenti (India e Asia tech).
Nei bond non c’è crisi di credito: rendimenti interessanti in high yield, securitized e debito emergente, con approccio attivo.
Meno “buy everything”, più stock picking, più gestione attiva e più diversificazione intelligente.
T. ROWE PRICE: Nel 2026 l’AI passa dall’hype ai profitti.
L’economia USA resta forte grazie a spesa fiscale e investimenti AI, mentre Europa e Cina crescono più lentamente.
Le azioni si allargano oltre i mega-cap tech: infrastrutture AI, industria, banche e mercati internazionali diventano centrali.
Nei bond conta la selezione: rendimenti alti ma tassi lunghi sotto pressione per deficit pubblici.
Forte ritorno di private equity e private credit per finanziare l’AI reale (data center, energia).
In sintesi: meno scommesse, più fondamentali, più diversificazione intelligente.
PROSSIMAMENTE ALTRI REPORT E LE CONCLUSIONI FINALI SU COSA CI ASPETTIAMO NEI MERCATI
CONTINUA…