Sempre di più
🇺🇸 Stati Uniti
📈 S&P 500 — 7.501 · 🟢 ⬆️ +1,08%
💻 NASDAQ — 26.518 · 🟢 ⬆️ +1,91%
🏭 DOW JONES — 51.565 · 🟢 ⬆️ +0,14%
📊 RUSSELL 2000 — 2.980 · 🟢 ⬆️ +2,12%
🇮🇹 Italia (intraday)
🇮🇹 FTSE MIB — 52.688,22 · 🟢 ⬆️ +0,18%
🏦 Materie prime, bond e crypto
🥇 GOLD — ~$4.290/oz (sotto i $4.300) · 🔴 ⬇️
🛢️ WTI — range $74,60–$79,93/bbl 🔴
🏛️ US 10Y — ~4,41% · 🔴 ⬇️
₿ BTC — $62.742,36.
Stiamo ancora focalizzandoci sulla migrazione, poi muoveremo nuovamente il focus sui PORTAFOGLI.
.
📱 SEMPRE PIÙ COSTOSO 💰
❓ Che sta succedendo?
Apple sta alzando i prezzi per compensare l'esplosione dei costi dei chip. E non è l'unica.
🔍 Cosa significa davvero?
I data center AI stanno divorando chip più velocemente di quanto le fabbriche riescano a produrli. Risultato: i prezzi di memoria e storage sono quadruplicati in un anno. Il CEO di Apple ha definito la situazione una "alluvione centenaria", rendendo gli aumenti praticamente inevitabili. E secondo Morgan Stanley, i prezzi di smartphone e PC negli USA saliranno del +15% nel 2026.
🎯 Chi tocca?
🔺 Apple ha già aumentato il prezzo del Mac Mini.
🔺 Mac, iPad e iPhone Pro potrebbero essere i prossimi (+$270 stimati).
🔺 Anche HP, Dell e Nintendo stanno alzando i prezzi.
⏳ Perché non si risolve presto?
Anche aumentando la capacità produttiva, i clienti AI (Big Tech) stanno comprando tutto in anticipo, lasciando un gap di offerta del ~15% sui prodotti consumer.
🔄 Il rovescio della medaglia
Cattiva notizia per chi compra, ottima per chi produce chip. Titoli come Micron, Samsung Electronics e SK Hynix stanno beneficiando della dinamica, con il mercato che scommette su una domanda AI destinata a restare elevata. Si muove anche la politica industriale: Intel ha guadagnato terreno dopo l'annuncio di una collaborazione con Apple per produrre chip negli USA, parte di un piano più ampio per riportare la produzione strategica in casa.
🤔 La vera domanda
Questa domanda di chip è sostenibile… o siamo già troppo avanti? Per ora il mercato crede nella prima opzione. Ma quando tutti inseguono la stessa narrativa, il rischio è sempre lo stesso: accorgersi troppo tardi di essere arrivati al picco.
📈 WALL STREET RIMBALZA
Recupero deciso dopo il tonfo post-Fed: S&P 500 a 7.500,58 (+1,08%), Nasdaq a 26.517,93 (+1,91%), Dow Jones a 51.564,70 (+0,14%). La star di giornata è il Russell 2000 (+2,12%): rotazione massiccia verso le small cap favorita dal calo dei rendimenti. Settore energia in rosso sulla scia dell'accordo con l'Iran. Il mercato digerisce il dot plot hawkish e si concentra sui fondamentali.
🛢️ PETROLIO IN CALO
Il greggio scivola ai minimi da fine febbraio dopo la firma dell'intesa USA-Iran. Brent -1,12% a 78,66 $/barile, WTI -1,28% a 75,81 $/barile. Gli operatori scontano l'arrivo sul mercato di milioni di barili iraniani in poche settimane, oltre alle quote OPEC+ già aumentate. Pressione anche sui titoli oil & gas a Wall Street.
Il focus dell'autore: Fiserv (FISV) — "PASSO"
Nonostante acquisti insider interessanti e un intero settore dei financial services in saldo, il titolo è il peggiore del comparto (-70% in un anno), il CEO del turnaround se n'è andato dopo solo 1,5 anni, l'EPS rettificato è andato negativo per la prima volta nel FY2025 con guidance in ulteriore calo, e i buyback sono stati tagliati del 91% per ridurre il debito. Tratta al multiplo più basso di sempre (P/E ~8x vs mediana 34x) ma serve un ritorno alla crescita (atteso H2) più un cambio di sentiment del settore. Secondo CEO Watcher il titolo Jack Henry (JKHY) è migliore e sta togliendo quote di mercato a Fiserv.