Trimming
PRATICA:
Come anticipato, abbiamo ridotto l’esposizione sul petrolio. Nonostante il settore possa avere ancora margini di crescita (come scritto sotto), ho preferito prendere profitto e abbassare il rischio, evitando nuovi ingressi in questa fase.
Le operazioni sono consultabili nella sezione transazioni del file Excel “Portafoglio Intermedio 2026” e nel portafoglio base, sotto la presentazione della composizione.
Come già anticipato, introdurremo un ribilanciamento trimestrale sia per il portafoglio base sia per quello intermedio.
L’oro ha corretto circa -15/16% dai massimi storici: con un ribilanciamento regolare avremmo potuto cristallizzare parte dei profitti e riallocarli su asset temporaneamente più deboli.
Anche nel caso del petrolio, il punto non è “azzeccare il massimo”, ma gestire il rischio: ridurre parzialmente l’esposizione, anche in presenza di ulteriore upside, è spesso la scelta più razionale per evitare che eventuali correzioni improvvise erodano i guadagni accumulati.
ATTENZIONE, RICORDATEVI LA LIVE CON SAMUEL (LINK ISCRIZIONE NEL POST DI IERI)
📉 MERCATI
Nasdaq 21,761 (-0.84%)
S&P 500 6,556 (-0.37%)
Dow Jones 46,124 (-0.18%)
10Y Treasury 4.39% (+6 bps)
Oil $91.7 (+4.09%)
Bitcoin $71,357
P. Intermedio - Ribilanciato - $29.680
P. Base - Eur 34.626
🌍 COSA STA SUCCEDENDO
Il mercato azionario sembra “tranquillo”… ma potrebbe essere una calma ingannevole.
Le tensioni in Medio Oriente stanno escalando rapidamente: si parla di un possibile coinvolgimento diretto di Arabia Saudita ed Emirati, mentre gli Stati Uniti preparano l’invio di 3.000 soldati.
Il mercato sta iniziando a prezzare un conflitto più ampio, non più locale.
🛢️ IL PETROLIO STA PARLANDO
Il petrolio a $91, +4% in un giorno.
Ma la parte interessante è la narrativa: Citi parla di $120 nel breve e addirittura $200 in uno scenario estremo.
Questo non è solo “rumore geopolitico”.
È il mercato che inizia a prezzare shock sull’offerta.
E quando sale il petrolio → sale l’inflazione → la Fed resta più restrittiva → pressione su azioni e bond.
📉 TASSI IN SALITA = PROBLEMA NASCOSTO
Il 10 anni torna al 4.39%.
Non sembra tanto, ma è il vero “nemico invisibile”:
tassi più alti significano valutazioni più basse e meno liquidità.
Per questo le borse scendono… ma senza panico (per ora).
🔥 Wall Street fa spallucce
Mentre il Medio Oriente si infiamma, gli Stati Uniti sembrano quasi immuni.
Paradosso? Non proprio.
Gli USA producono oggi quasi 14 milioni di barili al giorno e hanno già rilasciato 400 milioni di barili dalle riserve strategiche (scorte di emergenza per crisi energetiche).
Tradotto: lo shock energetico resta fuori casa.
Sì, la benzina salirà — circa +740$ l’anno per famiglia — ma il sistema regge.
E i mercati lo sanno: storicamente, dopo shock esterni, l’S&P 500 (indice delle 500 principali aziende USA) fa in media +8,4% nei 12 mesi successivi. Ricordiamoci però che storicamente durante le elezioni mid term, S&P corregge in media del -18%.
⚠️ Europa: il vero punto debole
Se gli USA sono protetti, l’Europa è esposta.
Le riserve di gas sono ai minimi da 5 anni, e il rischio più sottovalutato è il Qatar.
Se le infrastrutture di gas liquefatto (LNG, gas trasportato via nave) subiscono danni, potremmo perdere capacità per 3-5 anni.
Questo non è un problema “di prezzo”. È un problema di disponibilità.
E quando manca l’energia → rallenta l’industria → cala la crescita → aumenta il rischio di recessione (contrazione economica).
👉 Primo vero warning per l’Eurozona.
💰 Dove si sta spostando il denaro
Il mercato non sta scappando.
Sta ruotando.
I capitali si stanno concentrando su produttori energetici nordamericani come ConocoPhillips, Chevron, Suncor, Canadian Natural Resources.
Motivo semplice: vendono energia in un mondo che ne ha sempre più bisogno.
Allo stesso tempo, l’oro è sceso sotto $4.600/oncia.
E qui il punto diventa interessante.
Con un debito USA a 39 trilioni e rischio di stagflazione (bassa crescita + alta inflazione), il calo dell’oro non è debolezza… è potenziale opportunità.
🎯 Il vero takeaway
Nei momenti di caos, bisogna rimanere razionali e continuare con la propria strategia. Non vince chi ha paura.
💥 Il software crolla… ma Microsoft no
Il SaaS (software in abbonamento) è sotto pressione per l’AI.
Microsoft invece regge, perché non è più software: è ecosistema (servizi integrati che si rafforzano tra loro).
Ha già fatto la mossa giusta:
abbonamenti + consumo (paghi per utilizzo, tipico AI), mentre i costi dei token (unità di calcolo AI) sono ancora instabili.
💰 Sta spendendo come una startup… ma guadagna come una big
CapEx sopra $100B (investimenti in infrastrutture), ma FCF oltre 20% (cassa reale generata).
Meglio di molti competitor.
👉 Sta costruendo il futuro senza sacrificare il presente.
📉 Prezzo sbagliato?
Valutazione ~22x PE (rapporto prezzo/utili futuri), in linea con l’S&P 500.
Ma controlla Azure (cloud = potenza computazionale in affitto) ed è al centro dell’AI.
👉 Il mercato la tratta come “media”. Non lo è.
🎯 Takeaway
Se l’AI distrugge il software, Microsoft vince.
Se l’AI esplode, Microsoft vince.
Chi vince?
Legenda
P/E in viola
Prezzo MSFT in nero
🔍 INSIDER
Nulla - mercati insider fermi per ora…