Solida Europa
📊Mercati EU
DAX 40: 24.303 (+0,14%)
CAC 40: 8.223 (-0,14%)
FTSE 100: 10.499 (+0,015%)
FTSE MIB: 47.862 (-0,085%)
La notizia della tregua estesa ha favorito un avvio in verde per i mercati del Vecchio Continente, sebbene l'entusiasmo iniziale stia lasciando spazio a prese di beneficio e a un cauto consolidamento in tarda mattinata
🇮🇹 Focus Italia
Piazza Affari vive una mattinata all'insegna della tranquillità post-tempesta. Prysmian scatta in testa al listino principale a +2,5%, seguita da Saipem (+1,6%) che beneficia dell'effetto conti. Acquisti anche su Stellantis (+1,1%) e St (+1,3%). Rimbalza la Difesa dopo i cali di ieri con Avio (+0,9%) e Fincantieri (+0,7%), piu' cauta Leonardo, sulla parita'. Non bastano a Moncler i ricavi del primo trimestre sopra le attese: il titolo scivola in coda al listino a -2,5%. Vendite anche su Amplifon (-1,1%) e Diasorin (-1,4%).
'Se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil, se continuassimo così' per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, se arriviamo a fine anno al rischio di recessione noi abbiamo quasi la certezza di arrivarci'. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
⚔️ 1 mese di conflitto: i mercati europei come si comportano
Nonostante il clima di profonda incertezza e le forti turbolenze innescate dall'escalation del conflitto in Iran , i principali listini azionari europei hanno dimostrato una straordinaria resilienza, riuscendo ad archiviare un mese decisamente positivo. A guidare i rialzi è stata senza dubbio Piazza Affari, con il FTSE MIB che ha messo a segno un eccezionale +10,85%. Ottime performance anche per la borsa di Francoforte, dove il DAX è cresciuto del +7,30%, seguita a ruota dal listino di Parigi con il CAC 40 in progresso del +6,46%. Infine, anche il mercato britannico ha partecipato al trend rialzista generale, permettendo al FTSE 100 di chiudere il mese con un solido +6,11%.
Lo Stoxx 600, indice azionario composto da 600 delle principali capitalizzazioni di mercato europee, è cresciuto del 6,94%. Quindi chi sta veramente pagando questo conflitto?