Rimbalzo

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PICCOLO EXTRA CONSIGLIO JPM

La live di oggi è stata spostata a venerdì prossimo il 19/06

Vi lascio anche l’analisi di IREN

🛢️ Petrolio in caduta libera: Trump cancella i raid sull'Iran e annuncia un accordo

Giornata da montagne russe per il petrolio, che ha chiuso in calo del 4% dopo una delle sedute più movimentate dell'anno. Il motivo: Trump ha prima minacciato di colpire l'Iran "durissimo stasera" e di prendere il controllo dell'isola di Kharg (da dove parte la maggior parte delle esportazioni iraniane di greggio), poi nel giro di poche ore ha cancellato tutto e annunciato che un accordo di pace è stato approvato "in concetto e in ogni dettaglio" da tutte le parti coinvolte.

📋 La lista dei Paesi che avrebbero approvato l'intesa è impressionante: USA, Israele, Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto. Trump ha aggiunto che "luogo e data della firma saranno annunciati a breve", ma il blocco navale sullo Stretto di Hormuz resterà in vigore fino alla finalizzazione dell'accordo.

⚠️ Cautela però. È la seconda volta che Trump annuncia un accordo "imminente" (l'aveva già fatto ad aprile), e nella stessa giornata ci sono stati sviluppi molto preoccupanti: l'Iran ha lanciato attacchi contro basi americane e alleate in Kuwait, Bahrein e Giordania e ha dichiarato di aver bloccato tutto il traffico nello Stretto di Hormuz (il Pentagono ha smentito). Come hanno commentato gli analisti di ING: "Tutto questo suggerisce che un accordo è ancora lontano e che i flussi energetici dal Golfo Persico resteranno fortemente limitati."

📊 Un dato che conferma la pressione sulle scorte: le riserve USA di greggio sono calate di 7,2 milioni di barili in una sola settimana, più del doppio delle attese. Gli USA sono diventati il primo esportatore mondiale di petrolio per il terzo mese consecutivo (10,5 milioni di barili al giorno), ma questo sta svuotando le scorte strategiche, scese ai minimi da agosto 2023.

💡 Il mercato ha festeggiato la notizia dell'accordo, ma la storia recente insegna che in questa crisi le parole di Trump e la realtà sul campo sono spesso due cose molto diverse. Finché Hormuz resta chiuso, il problema dell'offerta di petrolio mondiale non è risolto.

📊 Prezzi alla produzione a razzo: il PPI corre più del previsto

Sono usciti i dati sui prezzi alla produzione USA di maggio. Il PPI (l'indice che misura quanto pagano le aziende per produrre i propri beni, una sorta di "anteprima" dell'inflazione che poi arriva a noi consumatori) è salito dell'1,1% in un mese e del 6,5% su base annua, sopra le attese e al ritmo più veloce da novembre 2022.

Il dato totale (chiamato "headline", cioè quello che include tutto) è stato spinto quasi per l'80% dall'energia: la benzina all'ingrosso è salita del 23,4% in un solo mese. Ma togliendo energia e cibo dal calcolo (il cosiddetto dato "core", quello che dice quanto l'inflazione si sta radicando nell'economia), il numero è stato migliore delle attese: +0,4% mensile contro lo 0,5% previsto. Significa che per ora il problema resta concentrato sul petrolio, non si è ancora diffuso a tutto il resto.

💡 Il paradosso della giornata: da una parte il petrolio in calo promette un'inflazione più bassa domani, dall'altra il PPI ricorda che oggi i prezzi corrono ancora. Finché l'inflazione all'ingrosso resta su questi livelli, la Fed difficilmente avrà fretta di tagliare i tassi

🇪🇺 La BCE alza i tassi per la prima volta in tre anni: l'inflazione da petrolio cambia tutto

La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse dal 2% al 2,25%, il primo rialzo da quasi tre anni. È un cambio di rotta significativo: dopo il lungo ciclo di tagli del 2024-2025 che aveva portato i tassi dal 4% al 2%, nessuno si aspettava che la BCE tornasse ad alzarli. Ma l'esplosione dei prezzi dell'energia causata dalla guerra in Iran ha costretto Francoforte a cambiare direzione.

🔍 Perché la BCE ha alzato i tassi? L'inflazione nell'Eurozona è risalita sopra il 3%, ben oltre il target del 2%. Il colpevole è lo stesso che sta colpendo gli Stati Uniti: il petrolio caro, alimentato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. La BCE ha voluto mandare un messaggio chiaro ai mercati: non ripeterà l'errore del 2021-2022, quando fu criticata per aver reagito troppo tardi all'impennata dei prezzi. Come hanno commentato gli analisti di ING: "Ufficialmente è un rialzo preventivo per restare avanti alla curva. Ufficiosamente, la BCE sta combattendo i fantasmi del passato."

📊 Le nuove previsioni della BCE non sono incoraggianti: l'inflazione è attesa al 3% nel 2026 (prima stimavano 2,6%) e la crescita è stata rivista al ribasso allo 0,8% (da 0,9%). La presidente Lagarde ha dichiarato che l'inflazione tornerà al target del 2% solo nell'autunno 2027, ma ha avvertito che se i costi energetici dovessero restare alti più a lungo, le cose potrebbero andare peggio.

💡 È la conferma di uno scenario che seguiamo da settimane: la guerra in Iran non sta solo facendo salire il petrolio, sta cambiando la direzione della politica monetaria mondiale. La BCE è la prima grande banca centrale ad alzare i tassi, e se la situazione non migliora anche la Fed e la Bank of England potrebbero essere costrette a fare lo stesso nei prossimi mesi. Per famiglie e imprese significa una cosa sola: mutui, prestiti e finanziamenti più costosi.

📦 Jefferies: il mercato del cartone è ai massimi dalla pandemia, e i prezzi saliranno ancora

Una notizia che sembra lontana dal mondo tech ma che racconta molto dell'economia reale. Jefferies, importante banca d'investimento americana, segnala che il mercato del cartone ondulato (quello usato per le scatole, gli imballaggi, le spedizioni) è ai livelli di tensione più alti dal periodo della pandemia. La domanda supera l'offerta, le scorte sono basse e i produttori sono "sold out" almeno fino a settembre.

I produttori hanno già annunciato un aumento di prezzo di 50-70 dollari a tonnellata per giugno, e secondo i contatti di Jefferies quasi tutti si aspettano che venga applicato. Un ulteriore aumento andrebbe quasi interamente a profitto, con un impatto stimato tra l'8% e il 16% sui guadagni operativi dei grandi produttori. Il cartone è un indicatore molto concreto dell'attività economica: se le fabbriche producono e i consumatori comprano, servono più scatole per spedire la merce. Il fatto che il mercato sia così tirato suggerisce che l'economia reale, almeno per ora, tiene meglio di quanto la paura sui mercati faccia pensare.

💡 I due titoli preferiti da Jefferies sono Packaging Corp of America (target $218) e Smurfit Westrock (target $58), che dopo i recenti cali offrono secondo la banca il miglior rapporto rischio/rendimento del settore.

🔌 Murata: il componente invisibile dell'AI che nessuno conosce. Target raddoppiato

C'è un componente minuscolo, grande quanto un granello di riso, senza il quale nessun server AI potrebbe funzionare. Si chiama MLCC (condensatore ceramico multistrato) e serve a regolare il flusso di elettricità all'interno dei chip. Più i server diventano potenti, più ne servono: un singolo server AI ne può contenere migliaia.

📈 Macquarie, importante banca d'investimento australiana, prevede che le vendite di MLCC per l'AI cresceranno del 19% annuo nei prossimi tre anni e ha più che raddoppiato il target su Murata Manufacturing, il leader mondiale del settore, portandolo da 5.700 a 11.700 yen (+105%).

🔍 Perché Murata è così importante? L'azienda giapponese è il primo produttore mondiale di questi condensatori e sta investendo 80 miliardi di yen per espandere la capacità produttiva del 20-25%. I numeri previsti da Macquarie sono impressionanti: entro il 2029 i soli condensatori rappresenteranno il 59% dei ricavi e l'80% dei profitti di Murata.

💡 È l'ennesima conferma di un tema che seguiamo da settimane: la filiera dell'AI non è fatta solo di nomi famosi come Nvidia e TSMC. Ci sono aziende meno conosciute che producono componenti apparentemente banali ma assolutamente indispensabili, e che stanno crescendo a ritmi impressionanti proprio perché senza i loro prodotti nessun data center può funzionare

🚀 SpaceX debutta domani: la più grande IPO della storia è ufficiale

È ufficiale. SpaceX ha fissato il prezzo della sua IPO a 135 dollari per azione, raccogliendo 75 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione di 1.770 miliardi. È la più grande quotazione in Borsa di sempre, superando anche quella di Saudi Aramco nel 2019. Da domani (venerdì) il titolo si potrà comprare e vendere al Nasdaq con il ticker SPCX.

📊 I numeri chiave SpaceX ha venduto 555 milioni di azioni e debutterà come la settima azienda più grande degli Stati Uniti per capitalizzazione, davanti a JPMorgan, Berkshire Hathaway, Eli Lilly e Meta. La domanda è stata enorme: solo i piccoli investitori (retail) hanno espresso ordini per oltre 100 miliardi di dollari, e tra gli istituzionali BlackRock da sola ha piazzato un ordine da 5 miliardi.

🐂 Chi è ottimista Oppenheimer ha dato un target di 190 dollari (+41% dal prezzo IPO), definendo SpaceX "l'unica azienda verticalmente integrata nell'AI con il capitale, i dati, l'hardware e il talento ingegneristico necessari". Starlink (il servizio internet via satellite) genera il 60% dei ricavi con 10,3 milioni di utenti in 164 Paesi, e secondo Goldman Sachs i ricavi AI di SpaceX potrebbero moltiplicarsi di 100 volte entro il 2030.

🐻 Chi è scettico Morningstar valuta il titolo 63 dollari, il 53% in meno del prezzo IPO (come abbiamo raccontato nei giorni scorsi). Il celebre short seller Jim Chanos è stato ancora più diretto: "L'azienda non vale 1.750 miliardi su nessuna ipotesi ragionevole. In un mercato toro si paga un premio sulle promesse, in un mercato orso si applica uno sconto sulla realtà." I numeri gli danno parzialmente ragione: SpaceX tratta a 90 volte i ricavi (contro le 14 volte di Tesla) e nel 2025 ha registrato una perdita netta di 4,94 miliardi dopo la fusione con xAI.

⚠️ C'è poi un tema di governance: Elon Musk mantiene circa l'80-85% dei diritti di voto, il che significa che chi compra le azioni ha pochissima voce in capitolo sulle decisioni strategiche. Come ha detto un gestore di Aberdeen: "L'IPO testerà la disponibilità degli investitori ad accettare un nuovo modello: valutazione alta, diritti limitati e fiducia nella visione di un fondatore."

💡 La seduta di domani sarà probabilmente tra le più volatili dell'anno. È il tipo di evento che può definire il tono del mercato per settimane: se SpaceX vola, l'entusiasmo AI si riaccende. Se delude, potrebbe confermare i timori di eccesso che seguiamo da giorni.

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