Nel blu

📉 MERCATI

📊 Indici

  • Nasdaq 22.954 🔻 -2,39%

  • S&P 500 6.796 🔻 -2,06%

  • Dow Jones 48.488 🔻 -1,76%

  • VIX 20,59 🔺 +9,29%

  • US 10Y 4,295% 🔺 +6 bps

  • Bitcoin $89.673 🔻 -3,78%

  • P. Intermedio: $31,516 🔻

  • P. Base: Euro 35.432 🔺

  • ΩRO: $4,863🔺

Azioni in calo, obbligazioni in calo e dollaro in calo: una combinazione che segnala, nel breve periodo, una perdita di fiducia negli Stati Uniti.
È uno schema già visto in passato e potrebbe comportarsi nella setta maniera. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una rottura strutturale, ma di una fase di tensione transitoria. Quando l’impatto sui mercati inizia a farsi sentire anche ai livelli più alti, tra grandi investitori e capitali domestici, la pressione politica aumenta, il tono si attenua e il mercato tende gradualmente a ritrovare equilibrio e direzione.

In breve, i miliardari inizieranno a chiamare Trump per dirgli di smetterla e lui potrebbe tornare al proprio posto.

🚀 Stock Picking (non ancora analizzate)

Banca d’America ha rilasciato i titoli preferiti per il 2026 e ha parlato di Constellation Energy (Centrali Nucleari), Amazon e ancora metalli, sono positivi ancora sui metalli preziosi, Agnico Eagle (Oro) , Cameco (Uranio) Freeport McMoRan (Rame).

🌍 GREENLAND, DAZI E IL RITORNO DEL RISCHIO GEOPOLITICO “REPREZZATO”

Le dichiarazioni di Trump su Greenland 🇬🇱 e sulle nuove tariffe non sono state trattate come folklore politico. Questa volta il mercato ha reagito perché il contesto è diverso: inflazione non ancora completamente domata 🔥, debito pubblico elevato 📊 e alleati storici sempre meno allineati 🤝❌.

Il rafforzamento dell’euro 💶⬆️ e l’indebolimento del dollaro 💵⬇️ raccontano più di mille titoli: il rischio geopolitico sta iniziando a essere prezzato come persistente, non temporaneo ⏳.

Le parole di Ray Dalio sulla guerra di capitali vanno lette così: non come uno scenario apocalittico immediato 💣, ma come un processo graduale in cui i flussi smettono di essere automatici verso gli Stati Uniti 🔁🇺🇸.

🥇 L’ORO

Il balzo dell’oro ✨, con l’ennesimo massimo storico, non è più spiegabile solo con l’avversione al rischio. In un contesto in cui il dollaro perde appeal 💵⬇️ e i rendimenti reali diventano instabili 📉📈, l’oro torna a essere percepito come un asset monetario alternativo. È una dinamica più simile a quella degli anni Settanta che alle classiche crisi finanziarie 🕰️.

Questo non significa che non possa correggere ⚠️. Se il dollaro dovesse rimbalzare o se le tensioni commerciali rientrassero rapidamente, l’oro potrebbe perdere smalto nel breve. Ma il trend strutturale racconta una storia diversa: gli investitori non stanno comprando oro per speculare 🎰, lo stanno usando per diversificare dal sistema 🛡️.


💣 TRADE BAZOOKA

Il possibile utilizzo dell’Anti-Coercion Instrument europeo 🇪🇺 è uno dei punti più sottovalutati di questa fase. Se l’Unione Europea decidesse di rispondere in modo aggressivo alle pressioni commerciali statunitensi, l’impatto sarebbe diretto soprattutto sui grandi gruppi tecnologici americani 💻🇺🇸, fortemente dipendenti dal mercato europeo.

Non è un caso se il Nasdaq ha sofferto più del resto del mercato ieri 📉.

In questo contesto, le small cap Usa e i settori meno globalizzati risultano relativamente più difensivi 🛡️. Non perché siano immuni, ma perché sono meno esposti a ritorsioni commerciali incrociate 🔄⚔️.


🤖 OPENAI

Le perdite previste di OpenAI fanno rumore 🗞️, ma non sono il vero ostacolo. Il punto centrale è che l’intelligenza artificiale sta entrando in una fase in cui la crescita dei ricavi è reale 📈, ma lo è anche la crescita dei costi! 💸.

L’aumento esplosivo della capacità computazionale ⚡ dimostra che il vantaggio competitivo non è solo nel modello, ma nella capacità di finanziare infrastrutture sempre più costose 🏗️.

Questo implica una cosa molto chiara per gli investitori: non tutta l’AI è uguale. La prossima fase non premierà chi cresce di più 🚀, ma chi riesce a sostenere la crescita senza distruggere il capitale 🧠💰.


🇯🇵 GIAPPONE

Il movimento dei rendimenti giapponesi è probabilmente l’elemento più delicato di tutto il quadro 🎯. Un Giappone che inizia a offrire rendimenti più alti cambia gli equilibri globali, perché per decenni è stato il principale fornitore di capitale a basso costo per il resto del mondo 🌍💴.

Se quel capitale inizia a restare in patria 🏠, il costo del denaro globale sale 📈.

È esattamente lo scenario che nel 2024 aveva fatto saltare il carry trade in yen 💥, con effetti rapidi e violenti su azioni e obbligazioni. Se i rendimenti giapponesi continueranno a salire, questo sarà uno dei principali fattori di rischio per il 2026 ⚠️📆.

🇨🇳 CINA

La popolazione cinese continua a diminuire 📉, confermando che il problema demografico non è più ciclico ma strutturale. Meno popolazione attiva significa crescita potenziale più bassa nel lungo periodo, maggiore pressione sul sistema produttivo e un’economia sempre più dipendente da produttività, tecnologia e controllo statale.

Nel frattempo, a Davos 🇨🇭, Emmanuel Macron ha lanciato un messaggio chiaramente provocatorio verso Washington: la Francia (e più in generale l’Europa) è pronta ad aprire maggiormente agli investimenti cinesi 🤝🇨🇳. Una mossa che suona come un avvertimento politico a Trump, in un momento in cui le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa stanno tornando a salire.

Parallelamente, la Cina continua a rafforzare la propria presenza militare lungo i confini 🌏🪖. Negli ultimi mesi Pechino ha investito pesantemente in infrastrutture, logistica e collegamenti rapidi nelle aree di frontiera, in particolare lungo il confine con l’India 🇨🇳🇮🇳. L’obiettivo è chiaro: migliorare la capacità di mobilitazione e risposta rapida, riducendo il vantaggio geografico degli avversari in caso di escalation.

Ecco un paio di video interessanti che raccontano cosa sta succedendo vicino all’India ed il perché si litiga per l’artico.



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