Trimesrali
📊Mercati EU
📉DAX 40: 23.902 (- 0,22%)
📉CAC 40: 7.984 (- 1,08%)
📈FTSE 100: 10.260 (+ 0,46%)
📉FTSE MIB: 47.460 (- 0.70%)
Dopo la FED, alle 14.15 ci sarà la decisione sui tassi d’interesse della BCE. Tassi di interesse elevati attraggono investitori stranieri alla ricerca del migliore ritorno esente da rischi per il loro denaro, il che può innalzare in misura significativa la domanda di valuta di quel paese.
Un tasso superiore al previsto sarà positivo/rialzista per l'€, mentre un tasso inferiore alle attese sarà ribassista per l'€.
L’1 maggio i mercati europei resteranno chiusi per la giornata dei lavoratori. Le sessioni riprenderanno lunedì 4 maggio.
🇮🇹 Focus Italia: tempesta su Stellantis
Mentre il listino principale soffre i colpi di singole trimestrali deludenti, il mercato italiano mostra una forte rotazione dei capitali: gli investitori oggi premiano le imprese a media capitalizzazione e puniscono selettivamente i grandi nomi.
A Piazza Affari emerge una seduta prevalentemente negativa, con il settore Finance sotto pressione: i titoli principali come UCG (–1,98%), ISP (–1,19%) e Generali (–1,08%) trascinano al ribasso l'indice. Molto penalizzato anche il comparto Consumer Durables, con Ferrari (RACE –1,27%) e in particolare STLAM che crolla del –6,97%. In controtendenza si segnalano alcune eccezioni positive: ENI guadagna +1,54% nel settore Energy Minerals, ENEL sale moderatamente (+0,21%) nel comparto Utilities insieme a Snam (SRG +0,51%), e Leonardo (LDO +0,23%) tiene nel settore Electronic Technology. Il quadro complessivo suggerisce una prevalente avversione al rischio, probabilmente influenzata da fattori macro o notizie specifiche sul settore bancario e automobilistico, con gli investitori che ruotano selettivamente verso utility ed energia come asset difensivi.
Stellantis: caos dopo le trimestrali
I conti del primo trimestre 2026 mostrano segnali di ripresa, ma gli investitori restano scettici sulla tenuta dei margini europei.
Stellantis archivia il primo trimestre 2026 con risultati migliori delle attese, ma il mercato non perdona le debolezze strutturali ancora irrisolte. I ricavi si sono attestati a 38,1 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, con le consegne globali salite del 12% a 1,36 milioni di veicoli. Il gruppo è tornato in utile con un profitto netto di 377 milioni di euro, invertendo la perdita di 387 milioni registrata un anno fa.
Sul fronte operativo, il risultato migliora sensibilmente triplicando rispetto al 2025, con un margine salito al 2,5%. Resta però irrisolto il nodo del cash flow, ancora negativo per 1,9 miliardi, seppur in miglioramento rispetto ai -3 miliardi dell'anno precedente.
Il vero spartiacque geografico racconta storie opposte: il Nord America guida la ripresa, con Ram e Jeep che riportano l'area in territorio positivo dopo le pesanti perdite del 2025. La Grande Europa, al contrario, pur crescendo nelle consegne, collassa sul fronte della redditività con un margine operativo quasi azzerato allo 0,1%.
Nonostante la guidance 2026 sia stata confermata, la crescita dei ricavi a metà cifra singola e ritorno al cash flow positivo atteso per il 2027, il titolo ha aperto in calo di circa il 7%, arrivando a perdere fino al 10% durante la seduta. Gli investitori scontano la distanza ancora ampia tra il Nord America in recupero e un'Europa che stenta a trovare la via della marginalità , segnalando che la normalizzazione dei conti del gruppo è ancora un obiettivo in