Scendiamo!
📊 MERCATI IN SINTESI
Mercato Koreano apre in profondo rosso. KOSPI (indice Koreano) bloccato per eccesso di ribassi per 20 minuti.
Mercato al momento -5%
FINE DI SETTIMANA SCORSA:
📈 S&P 500 — 7.384 · ⬇️ -2,7%
💻 NASDAQ — 28.958 · ⬇️ -4,8%
🏭 DOW JONES — 50.867 · ⬇️ -1,35%
📊 RUSSELL 2000 — 2.834 · ⬇️ -3,5%
🇮🇹 FTSE MIB — 49.893 · ⬇️ -0,6%
🥇 GOLD — $4.337/oz · ⬇️ -3,7%
🛢️ WTI — $90,25/bbl · ⬇️ -3%
🏛️ US 10Y — 4,54% · ⬆️
₿ BTC — ~$61.000 · ⬇️
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🚀 Portafoglio Intermedio — $30.556
Buon Inizio settimana ragazzi, oggi abbiamo diverse comunicazioni da lasciarvi.
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Venerdì ci sarà un’altra live, aremo vedere come costruire il portafoglio di FinanzAmille con freedom24
📉 Nasdaq, peggior giorno da aprile 2025: cosa è successo venerdì e perché
Venerdì il Nasdaq ha vissuto la peggior seduta da oltre un anno: -4,77% sul Nasdaq-100, quasi mille miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in poche ore. Il VIX, il cosiddetto "indice della paura", è schizzato del 34%. Una giornata che ha colto di sorpresa molti investitori, arrivata dopo settimane di euforia in cui l'S&P 500 aveva appena toccato i 7.600 punti per la prima volta nella storia.
🔩 L'epicentro: i semiconduttori Il settore dei chip è stato il più colpito, con perdite pesanti su tutta la linea: Marvell -8%, AMD e Micron -6,3%, Nvidia -6%, Broadcom -3,8%. Oltre mille miliardi di capitalizzazione persi dal solo settore semiconduttori in una giornata. Due le ragioni principali:
La prima è la reazione dei rendimenti dei Treasury. Venerdì il trentennale americano è tornato sopra il 5%, e quando i rendimenti di mercato salgono, i titoli con valutazioni molto alte (come i chip) soffrono di più, perché i loro profitti futuri valgono meno in termini di oggi.
La seconda è che il mercato ha iniziato a chiedersi se il boom dell'AI sia davvero così forte come prezzato, dopo che Broadcom non ha alzato le previsioni sui chip AI come tutti si aspettavano.
💣 La scintilla: il report sul lavoro USA A far precipitare tutto è stato il dato sull'occupazione americana di maggio: 172.000 posti di lavoro creati, il doppio delle attese. Sembra una buona notizia, ma per i mercati è stato il contrario. Un mercato del lavoro così forte significa che l'economia non sta rallentando, e quindi la Fed non ha nessun motivo per tagliare i tassi. Anzi, cresce la probabilità che possa addirittura alzarli. I rendimenti dei Treasury sono schizzati subito al rialzo, e da lì è partita la valanga di vendite sul tech.
Nervi saldi e non proviamo a fare timing del mercato.
I prezzi sono alti ma alcuni (non molti) investitori credono che il mercato possa salire ancora.
🏛️ Cosa aspettarsi dalla Fed entro fine anno: i dati parlano chiaro
Fedwatch tool
Il grafico qui sopra mostra le aspettative del mercato per la prossima riunione della Fed del 17 giugno, la prima sotto la guida di Kevin Warsh: il 97% degli operatori si aspetta tassi fermi al 3,50-3,75%, e solo un 3% spera ancora in un taglio. In pratica, la riunione di giugno è già scritta.
Fedwatch tool
📊 Ma la cosa più significativa è come sia cambiato lo scenario rispetto a inizio anno. A gennaio il mercato scontava 1-2 tagli dei tassi nel 2026, una boccata d'ossigeno che tutti aspettavano. Oggi quei tagli sono praticamente spariti dalle aspettative, e una parte degli operatori inizia addirittura a prezzare la possibilità di un rialzo entro dicembre.
💡 Un taglio dei tassi, in questo contesto, appare molto complicato. Il petrolio resta stabilmente sopra i 90 dollari al barile a causa della crisi in Iran, e finché l'energia costa così tanto l'inflazione non può scendere in modo convincente. Senza un calo dell'inflazione, la Fed semplicemente non ha lo spazio per abbassare i tassi. A questo si aggiunge un mercato del lavoro che resta forte (172.000 posti creati a maggio, il doppio delle attese), che toglie alla banca centrale qualsiasi urgenza di intervenire. Molto dipenderà da come evolverà la situazione in Medio Oriente nei prossimi mesi: se il greggio dovesse scendere stabilmente sotto gli 80 dollari lo scenario potrebbe cambiare, ma finché resta dov'è la Fed ha le mani legate.
₿ Bitcoin in bear market: nuovi minimi e oltre -10% in una settimana
Il Bitcoin ha toccato nuovi minimi locali intorno ai 59.500 dollari, perdendo oltre il 10% nell'ultima settimana. Dal picco di febbraio sopra i 120.000 dollari, il prezzo si è praticamente dimezzato, entrando in quella che a tutti gli effetti è una fase di bear market: una discesa prolungata in cui ogni tentativo di rimbalzo viene puntualmente venduto.
A pesare sono diversi fattori che si stanno sommando. La vendita di Michael Saylor (Strategy), il più grande detentore aziendale di Bitcoin al mondo, ha mandato un segnale psicologico molto negativo: se inizia a vendere anche lui, dopo anni passati ad accumulare, qualcosa è cambiato. Poi c'è il contesto macro: come abbiamo visto, la Fed non taglierà i tassi e anzi il mercato inizia a prezzare possibili rialzi. Quando i titoli di Stato rendono il 4-5% senza rischi, la voglia di scommettere sulle criptovalute inevitabilmente cala. A questo si aggiungono i deflussi costanti dagli ETF su Bitcoin, ormai oltre 3 miliardi persi in poche settimane, e lo spostamento dell'attenzione degli investitori verso i titoli legati all'intelligenza artificiale, che in questo momento offrono una narrativa di crescita molto più forte.
Guardando il grafico settimanale, il prezzo è ormai ben al di sotto delle medie mobili principali, un segnale tecnico di debolezza strutturale. C'è però un elemento importante da tenere d'occhio: la fascia tra i 45.000 e i 60.000 dollari è storicamente una zona ad altissima concentrazione di volumi, cioè un'area dove in passato tantissimi investitori hanno comprato e venduto. Queste zone funzionano come un "pavimento denso": più volumi ci sono stati, più è difficile che il prezzo ci passi attraverso senza trovare resistenza. Non è un crollo improvviso, ma una lenta erosione che dura ormai da quattro mesi. La tesi di lungo periodo sulla scarsità del Bitcoin resta valida, ma la stagione del rally facile è un ricordo lontano. Se il livello dei 60.000 dovesse reggere, potrebbe rappresentare una base solida per una futura ripartenza. Se invece dovesse cedere, il prossimo supporto significativo si troverebbe più in basso, intorno ai 45.000 dollari.
⚽ Mondiali 2026: le aziende che beneficeranno secondo Deutsche Bank
Deutsche Bank, la più grande banca della Germania e una delle principali banche d'investimento al mondo, ha pubblicato un'analisi sui titoli che potrebbero beneficiare dei Mondiali di calcio, in partenza l'11 giugno negli USA: 48 squadre, 104 partite, 16 città. La FIFA stima un impatto di 17,2 miliardi di dollari sull'economia americana.
🏨 Hotel: i più avvantaggiati. Hyatt, Hilton e Marriott nel segmento lusso. Per riferimento, durante il Super Bowl i ricavi per camera degli hotel di lusso sono saliti fino al +416%. Beneficiari anche Airbnb, Uber e Lyft.
🍔 Ristorazione: circa 1,9 miliardi di vendite extra stimate nel settore, con un impatto del 2-3% su giugno e luglio. Nomi più esposti: Shake Shack, McDonald's, Starbucks (marchi globali riconosciuti dai turisti). Per il delivery: Domino's e Wingstop.
📺 Media: ricavi pubblicitari stimati a 850 milioni di dollari, il doppio delle edizioni precedenti. Beneficiari: Fox (diritti inglese), Comcast/Telemundo (diritti spagnolo), YouTube/Google (highlights digitali).
🎰 Scommesse: volume totale stimato a 3,3 miliardi di dollari. FanDuel ($1,3 mld), DraftKings ($1,1 mld) e BetMGM ($250 mln) in testa.
Aggiungo: Nike è in profondo rosso, ma da un confronto con un responsabile Nike - Olimpiadi Los Angeles 2028 emerge che l’azienda sta pianificando un massiccio investimento in marketing e rebranding. Questo potrebbe rilanciare il brand e sostenere le vendite, nonostante il forte boicottaggio in Cina. (Questo è vecchio, ma ci sono molti articoli a riguardo)
💡 L'impatto sul PIL resta modesto (+0,05%), ma per le singole aziende citate l'evento rappresenta una spinta concreta e misurabile sui ricavi del prossimo bimestre. 🎯
🌍 Geopolitica in pillole: da venerdì a oggi
Un weekend ad altissima tensione che i mercati dovranno digerire alla riapertura. Ecco cosa è successo, punto per punto.
🔴 Hezbollah respinge il cessate il fuoco. L'intesa raggiunta a Washington tra Libano e Israele è stata bocciata dal leader di Hezbollah, che l'ha definita "vergognosa". Israele continua a bombardare il sud del Libano e ha escluso qualsiasi ritiro. Un casco blu delle Nazioni Unite è stato ucciso.
🔴 L'Iran attacca Israele con tre ondate di missili. Domenica sera le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili balistici contro la base aerea di Ramat David. L'esercito israeliano ha dichiarato di averli intercettati tutti. L'Iraq ha chiuso lo spazio aereo. Israele ha promesso una risposta "potente".
🟡 Trump interviene per fermare l'escalation. Il presidente americano ha chiamato Netanyahu chiedendogli di non contrattaccare: "Siamo molto vicini a un accordo con l'Iran, non voglio che salti in aria." L'intesa, che doveva essere firmata a inizio settimana, è stata bloccata proprio dagli attacchi.
🟡 I nodi economici restano tutti aperti. L'Iran chiede lo sblocco di 24 miliardi di dollari di asset congelati, Trump ha rifiutato. Teheran potrebbe imporre un ultimatum di 30 giorni prima di riaprire lo Stretto di Hormuz, e nel frattempo starebbe già incassando 1,5-2 milioni di dollari per ogni nave che transita nel corridoio. Trump ha dichiarato che gli USA sequestreranno l'uranio arricchito iraniano "con o senza accordo".
Settimana ricca di dati macro e spunti chiave per i mercati 👇
• Lunedì: mercato post Venerdì USA. indice di fiducia delle piccole imprese USA (NFIB)
• Martedì: vendite immobiliari USA, bilancia commerciale Cina
• Mercoledì: inflazione Cina (CPI/PPI), PPI Giappone, CPI USA 🔥 + trimestrale Oracle
• Giovedì: decisione tassi European Central Bank + PPI USA, earnings Adobe
• Venerdì: produzione industriale UK, fiducia consumatori USA (Michigan)
👉 Focus principale: inflazione USA e decisione BCE, veri driver della settimana.