Bubble

Anduril - società del giorno secondo Amedeo.

Ha inventato un visore in grado di guardare oltre i muri.

Rimanete aggiornati, vi segnaleremo l’eventuale IPO della società (al momento non possibile per la chiusura del governo)

BOLLA?

🧠 Euforia

  • Alan Greenspan (1996) ha parlato dell’“irrazionale euforia” che è paragonabile ai mercati di oggi. In particolare le parole di Jerome Powell, che ha definito i mercati “fairly highly valued”.

  • Entrambe le dichiarazioni riflettono una tentazione ricorrente: credere che le banche centrali possano individuare (e fermare) le bolle.

📈 Performance 2025

  • Nonostante guerre, dazi e tensioni politiche, il mercato azionario USA ha mostrato grande forza.

  • Dopo un crollo a inizio anno (S&P -14%, Nasdaq -21%), da aprile le borse sono rimbalzate:

    • Nasdaq +17.3% YTD, S&P 500 +13.7% YTD (fino a settembre 2025).

  • I settori vincenti: tech (+22.4%) e comunicazioni (+22.3%), trainati da Meta e Alphabet.

🧩 Il dominio delle “Magnificent Seven”

  • Le 7 big tech USA (Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta, Tesla, Nvidia) rappresentano oltre il 30% della capitalizzazione totale USA.

  • Hanno generato più del 50% della crescita di mercato nel 2025.

  • In tre anni (2022–2025) hanno contribuito a oltre metà dell’intero aumento del valore azionario USA.

💡 Rotazione settoriale e fattori di stile

  • 2025 ha visto una ripresa dei small cap nella seconda metà dell’anno.

  • Le azioni “value” (a basso P/B) hanno sovraperformato solo nel Q1.

  • Il momentum (titoli con forti rialzi precedenti) resta il fattore dominante.

💵 Tassi e Treasury: stabilità sorprendente

  • Nonostante tagli dei tassi Fed e downgrade di Moody’s dei titoli di stato americani (Aaa → Aa1), i rendimenti sono rimasti quasi invariati.

  • Il 10-year Treasury US è stabile attorno al 4%.

  • Gli spread creditizi (corporate e sovrani) sono tornati ai livelli di inizio anno: il mercato ha ignorato i rischi macro di default e conflitti vari.

🌍 Confronto globale

  • L’indice MSCI World +16.6% YTD, leggermente sopra l’S&P 500.

  • Le migliori performance provengono da Europa e Asia-Pacifico; India (-3.1%) e Medio Oriente (+2.1%) restano indietro.

  • Il dollaro debole ha amplificato i rendimenti in valuta locale.

📊 È un mercato sopravvalutato? Così sembra

  • Tutti i principali indicatori di valutazione (P/E, CAPE, earning yield) segnalano prezzi elevati:

    • Il CAPE (Shiller P/E) è vicino ai massimi storici (solo il 2000 fu più alto).

    • L’earnings yield (4%) è oggi inferiore al tasso del Treasury decennale (4.16%), cosa che storicamente indica sopravvalutazione.

  • L’equity risk premium (ERP) stimato da Analisti è al 4.01%, inferiore alla media storica (4.25%).

🧮 Valutazione intrinseca e implicazioni

  • Con un ERP “equo” del 4.25%, il valore intrinseco dell’S&P 500 sarebbe 5,940 punti, cioè ~12.6% sotto i livelli di mercato.

  • Il mercato è “riccamente prezzato ma non in bolla”.

🕰️ Il paradosso del market timing

  • Prevedere i top e bottom di mercato non funziona!!!!!!

    • Testando 150 anni di dati (1871–2025), nessuna strategia di market timing basata sul CAPE ha battuto il portafoglio 60% Azionario /40% Obbligazionario.

    • Anche strategie più “aggressive” (switch equity/bond 100%-0%) hanno ridotto i rendimenti annuali di 0.04–0.4%.

  • In sintesi: “i mercati possono restare irrazionali più a lungo di quanto tu possa restare solvente.”

🧭 Cosa imparare

  • I mercati USA sono costosi, ma non necessariamente in bolla.

  • Powell ha ragione nel definirli “fairly highly valued”.

  • Non agire impulsivamente:

    • Le metriche di valutazione sono utili, ma incomplete.

    • Il market timing è inefficace a lungo termine.

    • La chiave resta la disciplina dell’asset allocation (e l’accettazione dell’incertezza)

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