UPUP

📊 Mercati

  • Nasdaq: 24,102.70 (+0.36%)

  • S&P 500: 7,041.28 (+0.26%)

  • Dow Jones: 48,578.72 (+0.24%)

  • US 10-Year Yield: 4.309% (+3.0 bps)

  • Oil: $90.07 (+2.20%)

  • Bitcoin: $75,359.36 (+0.65%)

  • P. Intermedio: $31.528

  • P. Base: Eur 35.112

 

📈 RECORD (di nuovo...)

È ufficiale: l'S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico a 7.041,28 punti (+0,26%), il Nasdaq a 24.102,70 (+0,36%) e il Russell 2000 ha anch'esso aggiornato il record di chiusura. Il Nasdaq ha messo a segno la 12ª seduta positiva consecutiva, la striscia più lunga dal luglio 2009, quando i mercati uscivano dalla crisi finanziaria.

⚙️ La combinazione che ha spinto al rialzo: ottimismo sulla tregua Iran (+accordo di principio sulla proroga), utili Q1 eccezionali per banche e tech, PIL cinese sopra le attese e PPI USA sotto le attese di ieri. Tutti i segnali hanno puntato nella stessa direzione.

🧠 Un S&P 500 a nuovi massimi con una guerra in corso e il CPI al 3,3% è un segnale che il mercato sta prezzando uno scenario preciso. Accordo Iran entro aprile, inflazione che rientra da sola con il calo del petrolio, utili aziendali resilienti.
Se anche uno solo di questi tre pilastri vacilla (accordo non arriva, inflazione accelera, earnings deludono) la correzione potrebbe essere brusca. I massimi storici non sono un segnale di sicurezza: sono il punto in cui ogni delusione pesa di più.

Chi ha venduto durante le correzioni di marzo-aprile per paura della guerra, ha perso il rimbalzo completo e non ha partecipato ai nuovi record. (Come avevamo anticipato in uno degli ultimi video)

🇨🇳 CINA TIENE (Per ora…)

La Cina ha pubblicato oggi i dati GDP del primo trimestre: +5% YoY, sopra le attese del 4,8% e in accelerazione rispetto al 4,5% del Q4 2025. Su base trimestrale: +1,3%, lievemente sotto le attese (1,4%) ma in miglioramento.

I driver: esportazioni robustissime a gennaio-febbraio (batterie al litio +50% Q1, high-tech export +13% YoY), spesa dei consumatori durante il Capodano lunare, produzione industriale +5,7% a marzo (sopra attese 5,4%). Il problema: marzo ha già mostrato rallentamento, e le esportazioni verso gli USA sono crollate del 26,5% a marzo, prima effetto della tensione commerciale, poi del rallentamento della domanda globale.

Il +5% di PIL fa sembrare la Cina immune alla guerra. In realtà non lo è. Il Q1 era già "in cassa" prima che il Hormuz si bloccasse a fine febbraio. Il Q2 rifletterà la vera pressione, costi energetici più alti, domanda USA compressa, turbolenze nella catena logistica globale. L'obiettivo di crescita 2026 (4,5-5%) è il più basso dal 1991: Pechino sa già che la seconda metà dell'anno sarà più difficile.

Le aziende occidentali con supply chain cinese che assorbono costi logistici in rialzo, iniziano a soffrire.

 

Netflix 🎬

Netflix ha riportato il Q1 2026: ricavi $12,25 miliardi (+16% YoY), EPS adjusted $1,23 (sopra attese), utile netto $5,3 miliardi, free cash flow $5,1 miliardi. Crescita geograficamente diffusa: USA+Canada +14%, Europa +17%, LATAM +19%, Asia-Pac +20%. La guidance annuale è confermata a $50,7-51,7 miliardi.

Il problema?? La guidance Q2 ha mancato le attese, il mercato si aspettava di più. E la vera bomba della giornata è stata un'altra: Reed Hastings, co-fondatore di Netflix, lascerà il consiglio di amministrazione a giugno, dopo 29 anni. Ha guidato la società come CEO per 25 anni prima di diventare executive chairman nel 2023. La sua uscita definitiva chiude un'era.

  • - 10% AFTER HOURS ⚠️

Netflix è un'azienda profittevole e in crescita, ma il mercato prezza sempre il futuro, non il presente. Una guidance Q2 sotto le attese con un cofondatore che esce porta incertezza sulla traiettoria. La decisione di non comunicare più i dati sugli abbonati trimestrali (dal 2025) rende più difficile per gli investitori valutare la salute operativa reale. Greg Peters (co-CEO) ora deve dimostrare di poter guidare Netflix senza la figura simbolica di Hastings.

I competitor di Netflix: Disney+, Max (Warner Bros Discovery), Apple TV+ festeggiano 🏆 — ogni momento di incertezza su Netflix è un'opportunità per guadagnare abbonati. Gli inserzionisti: Netflix sta puntando sul tier con pubblicità per crescere, e la debolezza del titolo potrebbe accelerare questa transizione.
Chi soffre: gli azionisti di lungo termine che avevano costruito la posizione sul brand Hastings.

 

🇮🇹 BTP - il debito italiano torna di moda

Il MEF ha collocato oggi una doppia emissione via sindacato: un nuovo BTP a 10 anni (scadenza luglio 2036, cedola 3,80%) per 14 miliardi di euro e un BTP€i a 20 anni (indicizzato all'inflazione) per 3,5 miliardi. Totale: 17,5 miliardi di euro.

Il risultato è straordinario: richieste per oltre 190 miliardi di euro, 11 volte l'offerta. Il dato più significativo: gli investitori esteri hanno sottoscritto l'88,2% del BTP 10 anni e l'81,4% del 20 anni. Il Regno Unito da solo ha preso il 30% del 10 anni. Gli investitori domestici si sono fermati all'11,8%.

Lo Stato italiano ci guadagna, si finanzia a 3,80% per 10 anni, un costo storico ragionevole.

Ci guadagneranno gli investitori che hanno comprato il nuovo BTP 10Y, se i tassi scendono nei prossimi mesi (scenario accordo Iran).

Ci perdono invece i detentori di BTP a tasso fisso emessi prima del 2022, quelli a cedola 0,5-1% sono ancora "underwater" rispetto al valore nominale.

 

🛢️ BRENT RALLY

il mercato sa qualcosa che noi non sappiamo?

Mentre Trump parla di accordo "imminente" e i mercati azionari raggiungono i massimi, il Brent ha chiuso oggi a $98,37 (+3,62%). Non è un movimento coerente con la narrativa della pace: un mercato che crede davvero alla riapertura del Hormuz dovrebbe vendere petrolio, non comprarlo.

Il motivo del rialzo: lo Stretto di Hormuz funziona ancora al 10% e i dati settimanali sulle scorte USA mostrano un calo delle riserve di greggio. Ogni settimana che passa senza una riapertura effettiva erode le scorte. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le stime di breve termine: Brent a $105-110 se la tregua viene prorogata senza sblocco del Hormuz.