Petrolio
WTI Crude
Ci stiamo avvicinando verso il peggiore outcome previsto. Il petrolio che stimavamo sarebbe arrivato sopra i $100 all’inizio della settimana scora, è arrivato a $109 al gallone.
Se la situazione non rientra rapidamente, il rialzo del petrolio potrebbe trasformarsi in una nuova spinta inflattiva. π’οΈπ Il che significa minori tagli degli interessi da parte della FED.
Quando l’energia aumenta, salgono i costi lungo tutta la filiera: non solo produrre i beni diventa più caro, ma anche trasportarli fino agli scaffali. Il risultato finale è quasi inevitabile: prezzi più alti per i consumatori.
Lo stesso vale per il settore aereo βοΈ. Il carburante rappresenta una delle voci di costo principali e, quando il petrolio sale, i margini delle compagnie vengono immediatamente colpiti. Come dicevo qualche giorno fa, non tutte le compagnie sono completamente protette tramite contratti future o strategie di hedging: spesso la copertura riguarda solo il 60–80% dei consumi.
Questo significa che una parte del carburante deve comunque essere acquistata ai prezzi correnti.
Così può succedere che tu abbia comprato oggi un biglietto a prezzo basso, ma quando il volo partirà tra qualche mese la compagnia pagherà molto di più per lo stesso carburante, comprimendo i suoi margini.
π Inflazione USA
Questo dato però non rientrerà nel report che π Mercoledì uscirà negli Stati Uniti (CPI) - come sapete, uno degli indicatori macro più importanti per i mercati.
Il dato mostrerà quanto velocemente sono cresciuti i prezzi a febbraio e se l’inflazione sta continuando il suo lento ritorno verso il target del 2% della Federal Reserve.
Gli economisti si aspettano un’inflazione ancora ostinata ma stabile, intorno al 2,4% su base annua.
π I mercati guarderanno soprattutto alle sorprese:
-
Inflazione più alta del previsto
→ rendimenti dei bond in salita π e pressione sulle azioni, soprattutto tech e small cap. -
Inflazione più bassa del previsto
→ aumentano le probabilità di tagli dei tassi nel corso dell’anno.
Di solito, quando il petrolio fa risalire l’inflazione (come dicevamo prima) i rendimenti dei titoli di Stato tendono a salire, perché il mercato inizia a prezzare tassi più alti per più tempo.
Il vero rischio però è un altro: la stagflazione.
Petrolio alto significa inflazione più elevata, ma allo stesso tempo crescita economica più debole. In questo scenario le banche centrali hanno poco margine di manovra, perché tagliare i tassi rischia di alimentare l’inflazione, mentre mantenerli alti rischia di rallentare ulteriormente l’economia.
Tutto dipenderà dalla durata dello shock energetico.
Se il rialzo del petrolio non sarà temporaneo, i mercati potrebbero prezzare tassi più alti più a lungo, mettendo sotto pressione i titoli di Stato a lunga scadenza. (Dunque è meglio ridurre l’esposizione su titoli di stato a lunga durata)
(Osservazione di mercato, non consiglio di investimento.)
APERTURA DI OGGI - Cina in leggero calo, BTC +2%
π In calendario questa settimana
-
π¨π³ Lunedì: inflazione Cina (febbraio). Risultati: Oracle.
-
π¨π³ Martedì: bilancia commerciale Cina (febbraio).
-
πΊπΈ Mercoledì: inflazione Stati Uniti (febbraio).
-
πΊπΈ Giovedì: bilancia commerciale USA (gennaio). Risultati: Adobe.
-
πͺπΊ Venerdì: crescita economica Regno Unito (gennaio) e produzione industriale Eurozona (gennaio).
β οΈ Attenzione ai risultati di ADOBE (in portafoglio intermedio)
Sempre più investitori professionali stanno accumulando azioni Adobe: si stanno sbagliando tutti… oppure qualcuno sa qualcosa che il mercato non ha ancora capito? ππ
Se i risultati dovessero deludere, il titolo potrebbe subire nuovamente una forte correzione. π
Ma se emergesse anche solo un minimo segnale positivo, il mercato potrebbe cambiare rapidamente umore. π
Guardando i numeri, la società è solida e continua a performare bene. Il vero punto interrogativo riguarda il lungo termine: che ruolo avrà Adobe nell’era dell’intelligenza artificiale? π€
π Insider
π₯€ Coca-Cola ($KO)
Il Chairman e CEO ha venduto $19.84 milioni di azioni, la seconda vendita più grande mai registrata per lui. La transazione ha ridotto le sue partecipazioni di circa -40%. Tuttavia, altri 5 insider hanno venduto negli ultimi 30 giorni e la vendita sembra essere parte di un piano programmato annuale, quindi non necessariamente un segnale negativo.
π¦ Bank of America ($BAC)
Il Co-President ha venduto $6.86 milioni di azioni, la vendita più grande della sua storia. La posizione personale si è ridotta di circa -19%. L’ultima vendita risaliva a circa 3 anni fa, quindi è un evento relativamente raro.