Hydrogen

๐Ÿ“ŠMercati EU

  • DAX 40: 24.315 (-1,57%)

  • CAC 40: 8.334 (-1,10%)

  • FTSE 100: 10.595 (-0,67%)

  • FTSE MIB: 48.207 (-1,35%)

โšกIdrogeno europeo

In un mercato energetico segnato dall'estrema volatilità, l'Europa accelera sull'idrogeno per rompere la dipendenza dal gas, che in Italia ha spinto i prezzi all'ingrosso a circa 128 euro per megawattora all'inizio del 2026.

Per rafforzare la competitività industriale e la sicurezza energetica, i leader delle principali aziende europee hanno lanciato a Bruxelles la European Resilience Alliance (ERA), una coalizione nata per accelerare lo sviluppo dell'idrogeno pulito e dei suoi derivati. L'iniziativa punta a superare le attuali barriere che frenano il settore — come l'elevato costo dell'elettricità, che incide per il 70% sulla produzione, e la complessità normativa — proponendo sbocchi di mercato più stabili e un'applicazione uniforme delle regole UE. Con il supporto di giganti come RWE, Thyssenkrupp e operatori di rete come la spagnola Enagás, l'alleanza chiede una pianificazione coordinata delle infrastrutture transfrontaliere e meccanismi di sostegno pubblico selettivi, necessari per sbloccare gli investimenti privati in un momento in cui meno del 7% dei progetti annunciati ha raggiunto la decisione finale di investimento.

๐Ÿฆ Unicredit & Commerzbank

I riflettori del mercato restano puntati su UniCredit e sull'Offerta Pubblica di Scambio (OPS) volontaria lanciata a metà marzo per acquisire la banca tedesca Commerzbank.

L'obiettivo dell'istituto guidato da Andrea Orcel è superare la soglia del 30% per poter avviare un dialogo costruttivo con il management e gli stakeholder teutonici, partendo da una posizione di forza: la banca italiana detiene infatti già una quota diretta di circa il 26%, a cui si somma un ulteriore 4% tramite derivati (total return swap). Per finanziare e supportare questa imponente operazione, il CdA ha convocato un'assemblea straordinaria per deliberare un aumento di capitale mirato a generare valore nel medio-lungo termine grazie a future sinergie industriali.

L'Amministratore Delegato ha voluto rassicurare gli azionisti, chiarendo che questa mossa non intaccherà in alcun modo l'attuale politica di remunerazione dei dividendi e che, in caso di mancato successo della scalata, l'impatto sul capitale dell'istituto milanese sarà comunque minimo. Infine, per placare le recenti turbolenze speculative, un portavoce della banca ha smentito categoricamente i rumors circolati negli ultimi giorni che ipotizzavano un trasferimento della sede centrale di UniCredit in Germania per ammorbidire l'ostilità del governo di Berlino: il quartier generale del gruppo resterà saldamente in Italia.