Fork
Se vi siete persi il video di ieri, lo trovate nell’articolo “PASQUETTA”
Giovedì ore 19:00 Italiane - LIVE FINANZAMILLE con Jashi
(Eventuali domande mandatele a [email protected])
📊 MERCATI
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📈 Nasdaq: 21,996 (+0.54%)
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📈 S&P 500: 6,611 (+0.44%)
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📈 Dow Jones: 46,669 (+0.36%)
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📉 10-Year Treasury: 4.335% (+2.0 bps) → tassi ancora alti, pressione sulle valutazioni
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🛢️ Oil: $112.51 (+0.87%) → livelli elevati, rischio inflazione
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₿ Bitcoin: $69,678 (+3.06%)
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🚀 P. Intermedio: $30.173
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🚀 P. Base: Eur 34.942
Mercato respira per possibilità di un accordo?!
BIVIO ✌🏻
il mercato è sospeso tra due forze.
1 - OTTIMISMO: Liquidità, Intelligenza Artificiale e Resilienza
2 - RISCHI STRUTTURALI: Inflazione, Energia, Debito, Geopolitica
💣 TRUMP vs IRAN
Stasera alle 20:00 ET (le 2:00 di mercoledì in Italia) scade l’ultimatum di Donald Trump all’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
La proposta americana — un piano in 15 punti che include lo smantellamento del nucleare iraniano e la piena verifica da parte della International Atomic Energy Agency — è stata definita da Teheran “estremamente eccessiva, inusuale e illogica”. L’Iran ha risposto con 10 clausole proprie, tra cui la fine di tutti i conflitti nella regione e la rimozione delle sanzioni. Trump ha giudicato la risposta “not good enough”.
I numeri dello Stretto parlano da soli: il traffico è crollato da 138 navi al giorno a sole 20 — circa un settimo del normale. L’Iran ha condotto 24 attacchi confermati su navi mercantili dal 28 febbraio. Il 18 marzo, il colpo al complesso LNG di Ras Laffan, in Qatar, ha eliminato il 17% della capacità produttiva qatariota, con danni stimati in 3–5 anni per la riparazione. I prezzi spot del gas naturale in Asia sono saliti del 140%.
Trump ha minacciato esplicitamente: “The entire country can be taken out in one night, and that night might be tomorrow night.” Esperti di diritto internazionale della PBS avvertono che colpire infrastrutture civili configurerebbe un crimine di guerra. La finestra negoziale è strettissima: analisti ed executive petroliferi concordano che lo Hormuz deve riaprire entro metà aprile, altrimenti lo shock sull’offerta rischia di diventare strutturale.
🏦 JP MORGAN: IL RISCHIO NON SI VEDE, MA SI SENTE
Jamie Dimon ha cambiato metafora.
Dai “cockroaches” allo “skunk”.
Non è solo un’immagine efficace. È un messaggio preciso:
il problema non è ancora esploso, ma è già presente nel sistema.
Nel suo outlook, Dimon descrive un’economia sotto pressione da più fronti: tensioni geopolitiche, livelli di debito elevati e un mercato del credito che potrebbe rivelarsi più fragile del previsto. Non è un singolo rischio a preoccupare, ma la combinazione.
Parla di forze che si muovono lentamente, come placche tettoniche. Finché restano separate, tutto regge. Quando iniziano a scontrarsi, arrivano gli shock.
Il vero rischio è che l’inflazione smetta di scendere. Non serve un nuovo picco: basta che si stabilizzi su livelli più alti del previsto.
In quel contesto, i tassi restano elevati o tornano a salire, il costo del capitale aumenta e le valutazioni iniziano a comprimersi.
“I tassi sono la gravità degli asset.” Se la gravità aumenta, i prezzi scendono.
E quando i prezzi scendono, il problema non è solo tecnico. È psicologico. Il sentiment cambia rapidamente e il mercato può muoversi molto più velocemente del previsto.
💣 DIFESA
IL NUOVO “NO-BRAINER”?
La proposta dell’amministrazione Donald Trump è di quelle che spostano davvero gli equilibri, un aumento di circa 500 miliardi di dollari nel budget militare USA per il 2027, portando il totale a 1,5 trilioni.
Numeri enormi, ma coerenti con quello che sta succedendo nel mondo.
Il contesto geopolitico è sempre più instabile e, storicamente, quando aumenta l’incertezza globale c’è una spesa che non viene mai tagliata: quella per la difesa. Anzi, viene accelerata.
Questo si riflette direttamente nei mercati. Dall’inizio del 2025 gli ETF di settore hanno nettamente sovraperformato: iShares U.S. Aerospace & Defense ETF segna circa +53,7%, mentre l’europeo SPDR S&P European Aerospace & Defense ETF arriva a +75,6%, contro un S&P 500 fermo intorno al +13,5%.
Anche i singoli titoli stanno beneficiando di questa dinamica. Lockheed Martin e BAE Systems stanno guidando il movimento, sostenuti da una domanda concreta: ricostruzione degli arsenali, sviluppo tecnologico e nuove priorità strategiche come il programma “Golden Dome”.
Il punto chiave è questo: non si tratta di narrativa o hype di breve periodo. È la conseguenza diretta di un mondo più instabile.
E nei mercati, quando cambia il mondo reale, cambiano anche i flussi di capitale.
Legenda
VIOLA - S&P 500
ARANCIO - ITA ETF (AEROSPACE DEFENCE)
BLU - EUAD (EUROPE AEROSPACE DEFENCE)
Ecco invece quello che vi dicevo ieri sul prezzo dei futures di petrolio
Futures
Il prezzo nel lungo termine scende ma il danno è fatto e potrebbe essere difficile da riparare.
🤖 AI: LA NUOVA DOTCOM?
Il mercato azionario oggi è dominato dall’AI.
E l’euforia inizia a ricordare qualcosa di già visto: il picco della bolla Dotcom.
Ma questa volta c’è una differenza importante.
Non è solo una corsa all’oro.
👉 È una corsa all’oro… in cui il minerale potrebbe iniziare a scarseggiare.
Energia, trasformatori, batterie, infrastrutture: tutto ciò che serve per sostenere l’AI sta diventando un collo di bottiglia. E quando la crescita dipende da risorse limitate, i numeri iniziano a cambiare.
Secondo un report di Peter Berezin, il paradosso è ancora più profondo: i futuri guadagni di efficienza tecnologica potrebbero ridurre la domanda stessa.
👉 Più l’AI diventa efficiente, meno hardware serve.
👉 Meno hardware, meno ricavi per chi oggi guida il boom.
Nel frattempo, il contesto macro non aiuta.
La guerra in Iran sta spingendo verso uno scenario stagflazionistico, dove crescita rallenta e inflazione resta alta. Albert Edwards ha già evidenziato come l’ottimismo degli analisti stia iniziando a incrinarsi sotto il peso di prezzi energetici elevati.
Il risultato è un incrocio pericoloso.
Da una parte, uno shock energetico che rischia di diventare strutturale.
Dall’altra, un settore AI che potrebbe iniziare a deludere proprio quando le aspettative sono più alte.
BOLLE
A partire da sinistra, Shock Petrolifero 73, Scoppio Bolla Giapponese del 1989, Bolla Dotcom 2000 e dove siamo ora!
🔍 INSIDER
Al momento ancora nulla da segnalare, ci sono stati segnali forti, come l’acquisto di Service Properties, ma sembra un dip buy opportunistico e non una conferma strutturale.