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π MERCATI
π Nasdaq: 22,695.95 (+1.38%)
π S&P 500: 6,795.99 (+0.83%)
π Dow Jones: 47,740.80 (+0.50%)
π Treasury 10Y: 4.136% (+0.0 bps)
πͺ Bitcoin: $69,002.37 (+2.70%)
π’οΈ Petrolio: $86.20 (-5.17%)
π P.Intermedio: $31.500
π P. Base: Eur36.670
π’οΈ Petrolio: volatilità estrema
Il petrolio ha toccato oltre $100 al barile per la prima volta dal 2022, prima di ritracciare dopo che il Presidente Trump ha detto che la guerra finirà a breve.
Cosa sta succedendo:
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Kuwait e Arabia Saudita stanno tagliando la produzione
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il G7 pensa di usare le riserve strategiche
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tensioni nello Stretto di Hormuz stanno disturbando le rotte energetiche
Questo mix ha creato una forte volatilità dei prezzi energetici e avrà effetti su PIL e Produzione.
Petrolio inflation adjusted
Tuttavia il prezzo del petrolio aggiustato all’inflazione mostra che siamo lontani dallo shock del 2007.
Nel 2007 l’aumento del petrolio ha creato una diminuzione del savings rate e l’innesco della crisi immobiliare.
Risparmi Personali
Ecco il grafico del 2007 e l’attuale risparmio al 3.6%
π¨ Il vero problema
Il blocco dello Stretto di Hormuz non riguarda solo il petrolio. Da lì passa circa il 25% del commercio mondiale di fertilizzanti e metà di quello dello zolfo, una materia prima fondamentale per raffinare metalli industriali e produrre semiconduttori.
Nel frattempo l’economia globale è già fragile: i consumatori hanno tassi di risparmio molto bassi (3.6%) e debiti in aumento, il che rende il sistema più vulnerabile a uno shock energetico prolungato.
Alcuni effetti stanno già emergendo:
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π§ͺ Prezzo della plastica (derivata dalla nafta) salito da meno di $500 a oltre $730 per tonnellata
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π’οΈ Riserve strategiche di petrolio USA ai minimi da decenni
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π Debito pubblico globale oltre $100 trilioni, che limita nuovi stimoli fiscali
π Il dilemma per i governi è chiaro: riaprire rapidamente le rotte energetiche oppure rischiare che la recessione (già visibile in molti settori fuori dal tech) si trasformi in qualcosa di più serio.
β οΈ Effetti globali
La tensione non riguarda solo gli Stati Uniti:
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π―π΅ Nikkei giapponese in forte calo
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π°π· Corea del Sud introduce un tetto ai prezzi del carburante per la prima volta in 30 anni
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π¨π³ Cina relativamente più protetta grazie alle scorte di petrolio e alla diversificazione energetica
π’οΈ Il G7 pronto a intervenire sul petrolio
Il G7 (USA, Giappone, Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Canada) ha dichiarato di essere pronto a intervenire per stabilizzare il mercato energetico, anche utilizzando le riserve strategiche di petrolio.
Il prezzo del greggio ha superato brevemente i $100 al barile, per poi ritracciare, mentre i mercati cercano di capire quanto durerà il conflitto in Medio Oriente e le conseguenti tensioni sulle catene di approvvigionamento.
Per evitare una nuova ondata inflattiva, i governi stanno valutando il rilascio fino a 400 milioni di barili dalle riserve strategiche. Tuttavia, questa quantità coprirebbe solo 3-4 giorni della domanda globale, quindi può aiutare nel breve periodo ma non è una soluzione strutturale.
π Chi perde e chi guadagna
L’aumento del petrolio funziona come una sorta di “tassa energetica globale”:
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π Paesi importatori (molti in Europa e Asia) soffrono di più: bollette energetiche più alte e consumi più deboli.
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π Paesi esportatori come Russia, Norvegia e Canada invece beneficiano dei prezzi più elevati.
πΊπΈ Gli Stati Uniti si trovano in una posizione relativamente migliore rispetto al passato: grazie allo shale oil, oggi producono più energia di quanta ne consumino. Questo significa che i produttori americani possono beneficiare dei prezzi alti, mentre l’economia nel complesso è meno vulnerabile agli shock petroliferi rispetto a decenni fa.
π΅ Il protagonista nascosto
Mentre l’attenzione dei media è tutta sul conflitto in Iran e sul petrolio, c’è un altro fattore che sta influenzando i mercati: la forza del dollaro.
Le aziende dell’S&P 500 generano circa il 40% dei ricavi all’estero, quindi un dollaro più forte riduce i profitti quando questi vengono convertiti in valuta americana.
Inoltre, un dollaro forte esercita spesso una pressione deflattiva sulle materie prime, il che aiuta a spiegare la relativa debolezza di oro e argento, nonostante il contesto geopolitico teso.
π L’impatto più sottovalutato riguarda i mercati emergenti:
molti paesi hanno debito denominato in dollari, quindi quando la valuta USA si rafforza ripagare quel debito diventa più costoso, irrigidendo le condizioni finanziarie globali.
π Nel frattempo arrivano anche segnali di rallentamento dall’economia americana:
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Payroll di febbraio: -92.000 posti di lavoro
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Vendite al dettaglio: -0,2%
π―Il mercato sta affrontando una combinazione delicata, dollaro forte, segnali di debolezza nel lavoro e inflazione ancora sotto osservazione con il dato CPI della settimana.
Parlando di lavori … π©π» π¨π»

Blu - Cosa coprirà l’AI ___ Rosso - Cosa sta’ già coprendo.
Uno studio di Anthropic suggerisce che circa il 30% delle professioni ha quasi zero rischio di essere sostituito.
Le più sicure sono quelle che richiedono lavoro fisico e presenza nel mondo reale, ad esempio:
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cuochi π³
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meccanici π οΈ
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bagnini π
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baristi πΈ
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lavapiatti
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addetti ai camerini
In generale, sono più protetti mestieri manuali, manutenzione, agricoltura, sicurezza e servizi personali.
π I lavori più esposti all’AI invece sono quelli basati su computer e analisi dei dati, come:
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programmatori
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customer service
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data entry
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analisti finanziari
Tuttavia, per ora l’AI sta più aumentando la produttività che eliminando intere professioni.
π INSIDER
π CSX ($CSX)
– il CEO ha comprato $1M di azioni, aumentando la sua posizione del 20%
π₯ Elevance Health ($ELV)
– un director ha acquistato $870K, aumentando le sue quote del 469%
π’οΈ Targa Resources ($TRGP)
– vendita da $5.9M, con altri insider che stanno vendendo