CHINA, CHINA, CHINA

πŸ“Š Mercati

πŸ“‰ Nasdaq 22.749 -0.26%
πŸ“‰ S&P 500 6.830 -0.58%
πŸ“‰ Dow Jones 47.955 -1.61%

πŸ“ˆ 10Y US Bond 4.15%
β‚Ώ Bitcoin $71.300 -2.2%
πŸ›’οΈ Oil $79.80 +6.8%
πŸ₯‡ Oro $5.087 -0.92%

P. Intermedio: 31.482

πŸ›’οΈ Petrolio e inflazione

Il petrolio ha raggiunto i massimi dal 2024, segnando un forte rialzo nelle ultime sedute. Questo non significa soltanto benzina più cara, ma anche costi più elevati per il trasporto delle merci.

Quando il prezzo dell’energia sale, aumenta il costo della logistica e della produzione: di conseguenza molti prodotti che arrivano nei negozi tendono ad aumentare di prezzo.

In altre parole, un rialzo del petrolio può trasformarsi rapidamente in nuova pressione inflazionistica, un fattore che i mercati stanno monitorando con molta attenzione.

✈️ Trasporti sotto pressione

Le compagnie aeree sono tra le società più colpite quando il prezzo del petrolio sale. Il motivo è semplice: il carburante rappresenta una delle voci di costo più importanti, e i margini del settore sono spesso già molto ridotti.

Anche compagnie come Delta e United, che dispongono di una maggiore copertura sui costi del carburante, hanno comunque registrato forti ribassi insieme al resto del settore.

La stessa dinamica vale anche per il business delle crociere. Le compagnie sono molto sensibili al prezzo dell’energia e questo ha pesato sulle quotazioni del settore.

Purtroppo anche Carnival, presente nel nostro portafoglio, risente di questa dinamica, nonostante l’azienda abbia coperto circa il 60% dei costi del carburante tramite contratti futures.

πŸ€– La corsa globale all’intelligenza artificiale

Nel 2026 gli Stati Uniti restano in testa nella corsa all’intelligenza artificiale grazie alla leadership nella ricerca, nel capitale e nelle infrastrutture tecnologiche. Tuttavia, la creazione di valore si sta progressivamente diversificando a livello geografico 🌍.

La Cina πŸ‡¨πŸ‡³ sta seguendo una strategia diversa: sviluppo di AI open-source e a basso costo, con investimenti previsti di circa 78 miliardi di dollari entro il 2027, focalizzati soprattutto sull’integrazione nelle fabbriche intelligenti.

Nel frattempo Taiwan mantiene un ruolo cruciale nella filiera globale producendo circa il 90% dei chip logici avanzati, il cosiddetto “silicon shield” 🧠.

Anche la Corea del Sud πŸ‡°πŸ‡· sta investendo molto nel settore, con l’obiettivo di trasformare la cantieristica navale attraverso “smart yards” autonomi entro il 2030 βš™οΈ.

Parallelamente emergono nuovi attori. Paesi come Brasile e Arabia Saudita πŸ‡ΈπŸ‡¦ stanno attirando investimenti grazie alla disponibilità di energia abbondante e a forti programmi statali: solo Riyadh ha investito circa 15 miliardi di dollari nel 2025 per sviluppare infrastrutture e data center ⚑.

πŸ“Š In sintesi: la grande opportunità per gli investitori non riguarda più solo le aziende che sviluppano software AI, ma sempre di più chi fornisce infrastrutture, energia e hardware industriale necessari per far funzionare questa rivoluzione tecnologica.

πŸ‡¨πŸ‡³ Cina: crescita in rallentamento

Anche la Cina sta mostrando segnali evidenti di rallentamento economico. Il nuovo target di crescita fissato dal governo è tra il 4,5% e il 5%, un livello decisamente più basso rispetto ai ritmi a cui il Paese ci aveva abituato negli ultimi decenni.

Il consumo interno rimane molto debole e il settore immobiliare continua a pesare sull’economia: molti grattacieli in costruzione sono fermi a causa dell’enorme quantità di invenduto, mentre diversi edifici completati risultano per metà vuoti.

Allo stesso tempo il governo vorrebbe riportare il consumer pricing al +2%, ma l’obiettivo appare piuttosto ottimistico considerando che l’anno scorso l’inflazione è rimasta molto lontana da quel livello.

La traiettoria di crescita della Cina segue una dinamica tipica delle economie in maturazione: all’inizio crescere è relativamente semplice, ma man mano che l’economia diventa più grande ogni punto percentuale aggiuntivo richiede sforzi sempre maggiori.

La Cina è cresciuta rapidamente quando c’era ancora molto spazio di espansione; oggi invece trovare nuovi motori di crescita sta diventando molto più complesso.

πŸ“Š Berkshire Hathaway accumula liquidità

Nell’ultimo Q4 i risultati di Berkshire Hathaway hanno deluso le aspettative, con un calo significativo degli utili operativi, in gran parte dovuto alla debolezza del segmento insurance underwriting.

Nonostante questo, la società mantiene una posizione finanziaria straordinaria πŸ’°: circa 373 miliardi di dollari tra liquidità e Treasury bills, uno dei livelli più alti mai registrati nella sua storia.

Questa enorme riserva di capitale riflette la filosofia di Warren Buffett: investire solo quando si presentano opportunità davvero convincenti πŸ“‰πŸ“ˆ.

In un contesto di mercato con valutazioni elevate, Berkshire sembra quindi preferire pazienza e disciplina, accumulando liquidità in attesa di occasioni che possano realmente “muovere l’ago della bilancia” per una società di queste dimensioni.

πŸ“‰ Cambio di narrativa sui tassi della Fed

Con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e il conseguente aumento del prezzo del petrolio, il mercato sta rapidamente rivedendo le proprie aspettative sulla politica monetaria.

Se fino a poche settimane fa gli investitori si aspettavano un primo taglio dei tassi già a giugno, ora lo scenario è cambiato. L’aumento dell’energia rischia infatti di riaccendere le pressioni inflazionistiche, rendendo la Federal Reserve più prudente.

Come si vede dal grafico, le probabilità si stanno spostando verso settembre come momento più probabile per un primo taglio dei tassi.

In sintesi:

  • petrolio più alto β›½

  • rischio inflazione più persistente πŸ“Š

  • tagli dei tassi rimandati ⏳

Il mercato sta quindi adattando le aspettative a uno scenario di tassi alti più a lungo

πŸ” INSIDER

Berkshire Hathaway di warren buffet e’ invece cresciuta del 2.7% dopo l’acquisto di 15 milioni di stock del suo nuovo CEO Greg Abel