Taglio
📊 Mercati
đź§ Nasdaq: 22,627.27 (-1.13%)
📉 S&P 500: 6,837.75 (-1.04%)
🏛 Dow Jones: 48,804.06 (-1.66%)
đź’µ Treasury 10Y: 4.029% (-6 bps)
₿ Bitcoin: $64,957 (-4.20%)
🪙 Gold: $5,253 (+3.40%)
🚀 P. Intermedio: $32.133
🚀 P. Base: Euro 36.700 (Continua a salire trainato dall’ORO)
VI RICORDO CHE:
1 - Ogni giorno, alle ore 12:30 circa viene pubblicato un Update dei mercati Europei
2 - Presto riusciremo (Se Jashi trova il link giusto) a pubblicare il video della LIVE di Giovedì scorso
3 - Nell’articolo di ieri potete iscrivervi alla Live Zoom utile per iniziare ad utilizzare le piattaforme in maniera professionale
4 - Stiamo ancora lavorando al nuovo sito internet, dei Rumors dicono che dovrebbe essere pronto per il 1 Marzo.
🌍 Macro
Il mercato non sta reagendo ai dazi di oggi, ma a quelli di domani.
Trump ha già minacciato tariffe più alte contro i paesi che “giocano sporco”, e quindi il pricing si sposta su tre rischi principali: inflazione futura, rallentamento della crescita e minore commercio globale.
La conseguenza è immediata: flight to safety.
Bond e oro salgono, mentre l’azionario scende.
🤖 AI Reset
La notizia più importante della giornata non è politica, ma tecnologica.
OpenAI ha ridotto i piani infrastrutturali da $1.4 trilioni a $600 miliardi entro il 2030.
Non è un crollo, è un cambio di narrativa.
Il mercato stava prezzando una crescita infinita dell’AI.
Ora emerge una realtĂ piĂą concreta: anche la rivoluzione tecnologica piĂą potente della storia ha limiti economici.
Le aspettative restano enormi (oltre $280 miliardi di ricavi annui attesi), ma inizia a scricchiolare l’idea che ogni data center del pianeta verrà costruito subito.
E questo conta soprattutto per chi vende pale e picconi:
chipmaker, utilities e data-center developers dipendono da capex senza fine.
Nel weekend è inoltre diventato virale un report macro che ha persino mosso i mercati.
Report pubblicato in un sito simile al nostro di FinanzAmille, che vi abbiamo riportato sopra!
La tesi non era che l’AI fallirà , ma che potrebbe funzionare troppo bene.
Se automatizzi metĂ dei lavori white-collar:
meno salari → meno consumi → più investimenti in AI → margini compressi.
In altre parole:
bullish per la tecnologia, potenzialmente deflattivo per l’economia.
🧬 Aziende
L’AI sta già creando vincitori e vinti.
IBM scende dopo nuovi strumenti di coding automatico, mentre il settore cybersecurity (rimane interessante) resta sotto pressione.
Nel pharma continua invece la guerra dell’obesità : Eli Lilly avanza, Novo Nordisk arretra dopo dati deludenti sui trial.
Novo ha bisogno di una svolta.
Il titolo era esploso con la prima terapia rivoluzionaria per il peso, arrivando a essere la società più capitalizzata d’Europa, ma competizione e pressione sui prezzi lo hanno ridimensionato.
Il recente giro di vite FDA sui farmaci copia aveva ridato speranza, cancellata però dall’ultimo studio clinico.
Nuovi test arriveranno entro l’anno, serviranno risultati davvero forti per riconquistare fiducia.
Per chi valuta ingressi ora:
prima inversione, poi decisione. Non viceversa.
đź’ł Visa - qualitĂ
Un’analisi approfondita di Seeking Alpha, conferma la solidità dei fondamentali di Visa: nel Q1 2026 la società ha registrato ricavi netti in crescita del 14,6% (10,9 miliardi di dollari) e un EPS rettificato di $3,17 sopra le attese. Il rendimento da dividendo resta contenuto (~0,8%, sotto la media del settore), ma accompagnato da 17 anni consecutivi di aumenti, mentre il bilancio è praticamente privo di leva con un rapporto net debt/EBITDA di appena 0,1x.
Il titolo tratta a P/E 24,3, circa 19% sotto il fair value stimato di $406, nonostante persistano rischi regolatori legati alle indagini della Commissione Europea e al possibile impatto del Credit Card Competition Act negli Stati Uniti.
La qualitĂ del business e il rating creditizio AA- supportano comunque una prospettiva di ~15% di rendimento totale annuo fino al FY2031: Visa si conferma quindi una macchina da utili che, tramite buyback e gestione finanziaria prudente, continua a creare valore per gli azionisti nel tempo.
Attenzione però, la storia raccontata nel Report dello scorso weekend racconta qualcosa di diverso.
Un futuro con transazioni in Stable Coin e zero marginalitĂ delle carte di credito potrebbe segnare la fine del titolo VISA.
🏦🇨🇳 Cina e Treasury
Il presunto abbandono dei Treasury USA da parte della Cina è probabilmente solo un custodial shift: Pechino non sta vendendo i titoli, li sta spostando in hub europei come Belgio e Lussemburgo 🇧🇪🇱🇺 per ragioni operative e di sicurezza.
Il calo delle riserve (da $1.200 a $600 miliardi 📉) ha alimentato la narrativa sulla “fine del dollaro 💵”, ma i dati raccontano altro. Il Tesoro americano registra i bond in base a dove sono custoditi, non a chi li possiede 🗂️: mentre la voce “China Mainland” scende, le posizioni di Belgio e Lussemburgo aumentano quasi specularmente.
La logica è semplice: ridurre il rischio geopolitico ⚠️ (evitare congelamenti come successo alla Russia) e migliorare l’efficienza nei repo tramite infrastrutture come Euroclear e Clearstream 🔄. Inoltre la Cina continua a dipendere dal dollaro per sostenere export e peg dello yuan 📦, quindi uscire davvero dal sistema sarebbe controproducente.
👉 In sintesi: non è fuga dal dollaro, è gestione del collaterale.
Per l’investitore retail significa che il tema è più rumore mediatico 📰 che cambiamento strutturale: i veri driver dei rendimenti restano crescita economica 📊, inflazione 🔥 e politiche della Fed 🏛️.
INSIDER 🔍
AMERICAN EXPRESS - Il presidente del gruppo (AXP) ha venduto $4.77M , il 50% delle sue Holding.
NASDAQ - Un direttore del Nasdaq investe $1M nell’indice, controtendenza dopo i crolli SaaS.