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🏛️ Bank of America cambia tutto: ora prevede 3 rialzi dei tassi dalla Fed nel 2026
Notizia che cambia le carte in tavola. Bank of America ha ribaltato completamente le sue previsioni sulla Fed, passando dall'aspettarsi tassi fermi a prevedere tre rialzi da 25 punti base ciascuno entro fine anno: a settembre, ottobre e dicembre, portando i tassi dal 3,50-3,75% attuale al 4,25-4,50%.
🔍 Perché questo cambio di rotta?
Tre motivi. Il primo: l'inflazione è peggiorata in modo inequivocabile. Secondo BofA, il PCE core (l'indicatore preferito dalla Fed) potrebbe raggiungere il 3,5% a maggio, quasi 70 punti base sopra i livelli di un anno fa. Il secondo: il mercato del lavoro resta forte, con la disoccupazione stabile nonostante i tassi attuali siano già alti. Il terzo: alla riunione di giugno, nove membri della Fed hanno previsto rialzi dei tassi anche senza un calo della disoccupazione, segno che per la banca centrale l'inflazione è diventata la priorità assoluta.
📊 Anche le parole del presidente della Fed Kevin Warsh hanno pesato: nella conferenza stampa ha insistito sull'importanza di "ristabilire la stabilità dei prezzi" e ha suggerito che la politica monetaria attuale non è abbastanza restrittiva. Un tono molto diverso da quello con cui era entrato in carica, quando parlava di possibili tagli.
💡 Cosa significa per tutti noi?
Se BofA ha ragione, nei prossimi mesi vedremo tassi ancora più alti: mutui più cari, prestiti più costosi, finanziamenti più difficili da ottenere. Per i mercati azionari è un vento contrario, soprattutto per i titoli tech con valutazioni elevate. E per chi sperava in un allentamento, la doccia fredda è totale: BofA non vede tagli nemmeno nel 2027.
🌍 Il contesto macroeconomico: cosa sta succedendo e dove guardare
L'economia americana è in una fase di transizione. Il petrolio è crollato da 113 a 75 dollari con l'accordo USA-Iran, ma i danni dell'inflazione da shock energetico non spariscono in un giorno: il CPI è al 4,2%, il PPI al 6,5%, la benzina ancora il 40% più cara di un anno fa. La Fed ha tenuto i tassi fermi al 3,50-3,75% ma il tono di Warsh è stato chiaro: la priorità è combattere l'inflazione. Bank of America prevede tre rialzi entro fine anno.
In questo contesto, non tutti i settori reagiranno allo stesso modo nei prossimi mesi. Se i tassi restano alti o salgono ancora, a beneficiarne saranno le banche (margini più ampi sugli interessi), l'energia, la difesa e l'healthcare: settori con utili solidi, flussi di cassa concreti e capacità di scaricare i costi sui prezzi finali. Potrebbero invece continuare a soffrire il tech ad alta valutazione, le crypto, l'immobiliare e i beni di lusso discrezionali. Se invece l'accordo con l'Iran tiene e il petrolio si stabilizza sotto gli 80 dollari, l'inflazione potrebbe iniziare a scendere entro l'autunno, riaprendo gradualmente la porta al tech e ai settori growth. È una fase in cui la flessibilità e la diversificazione contano più di qualsiasi scommessa direzionale.
🛢️ Chevron: Bank of America conferma il titolo preferito del settore petrolifero
Bank of America è andata a visitare di persona le strutture di Chevron (raffineria, piattaforma offshore, nave per trivellazioni) ed è tornata ancora più convinta: target confermato a 210 dollari, circa il 21% sopra i livelli attuali.
Cosa ha convinto gli analisti? Chevron sta facendo una cosa intelligente: tratta le sue cinque raffinerie americane come se fossero un unico mega-impianto da un milione di barili al giorno. Questo le permette di spostare il greggio dove conviene, coordinare le manutenzioni e comprare materie prime in modo centralizzato. La raffineria di Pascagoula, in Mississippi, era stata costruita per il petrolio pesante venezuelano e ora che quel petrolio sta tornando sul mercato, Chevron è già pronta a lavorarlo.
L'altro pezzo forte è la capacità di trivellare a profondità estreme: Chevron è il primo operatore al mondo ad aver raggiunto i 20.000 PSI, e al mondo esistono solo due navi capaci di farlo, entrambe progettate con il suo contributo. La piattaforma Anchor sta già producendo meglio del previsto.
💡 BofA si dice sorpresa che il titolo non stia già facendo meglio dei concorrenti, considerando la bassa esposizione al caos in Medio Oriente e i vantaggi dal ritorno del greggio venezuelano. Con l'accordo USA-Iran alle porte e un possibile ritorno alla normalità del mercato petrolifero, Chevron potrebbe trovarsi in una posizione privilegiata.
💻 HPE: il fornitore AI di governi e banche che nessuno conosce
Mentre tutti guardano a Nvidia, OpenAI e SpaceX, c'è un'azienda che sta silenziosamente costruendo l'infrastruttura AI per governi e istituzioni di mezzo mondo. Si chiama Hewlett Packard Enterprise (HPE), e Morgan Stanley l'ha appena messa sotto i riflettori con un target di 71 dollari.
🔍 Cosa sta succedendo?
Il punto di partenza è semplice: non tutti possono mandare i propri dati sensibili nel cloud di Amazon o Google. Le banche devono rispettare regolamenti severissimi sulla privacy. I governi non possono affidare dati di sicurezza nazionale a server stranieri. Gli ospedali non possono far uscire i dati dei pazienti dai confini nazionali. Tutte queste realtà hanno bisogno di far girare l'intelligenza artificiale dentro le proprie strutture, sui propri server, sotto il proprio controllo. È quello che si chiama "AI sovrana": intelligenza artificiale che resta dentro i confini del Paese che la usa.
Ed è esattamente quello che HPE offre. Dopo l'acquisizione di Juniper Networks, HPE è diventata un fornitore completo: server, storage, reti, software e sicurezza, tutto in un unico pacchetto, pronto per far girare l'AI senza dipendere dal cloud americano.
🌍 Chi sta già usando l'infrastruttura AI di HPE?
Al suo evento Discover 2026, il management ha dichiarato che 12-15 governi sovrani stanno già lavorando con HPE per costruire le proprie infrastrutture AI nazionali. Tra quelli confermati pubblicamente:
🇺🇸 Stati Uniti → Argonne National Laboratory, uno dei laboratori di ricerca più importanti del Dipartimento dell'Energia, sta costruendo i sistemi AI "Janus" e "Tara" con HPE
🇩🇪 Germania → il Centro di Supercalcolo di Stoccarda (HLRS) sta installando HammerHAI, un supercomputer AI finanziato dall'Unione Europea con 55 milioni di euro
🇫🇷 Francia → HPE ha aperto un AI Factory Lab a Grenoble dove le aziende europee possono testare l'AI in un ambiente conforme alle leggi europee sulla sovranità dei dati, e fornisce i supercomputer nazionali francesi
🇰🇷 Corea del Sud → il KISTI (l'istituto nazionale di scienza e tecnologia) ha scelto HPE per la propria infrastruttura AI
🇵🇱 Polonia → sistema nazionale di supercalcolo AI per la ricerca
🇬🇧 Regno Unito → Private AI Lab a Londra dedicato alle aziende britanniche
🇨🇦 Canada → infrastruttura AI sovrana per mantenere dati e calcolo dentro i confini canadesi
Tra i clienti enterprise spicca Siemens Energy, che ha scelto HPE come base per tutta la sua operazione globale di intelligenza artificiale.
💡 Perché è importante per chi investe?
Il management di HPE paragona questa opportunità a quella del cloud negli anni 2010, ma con una differenza cruciale: i margini sono molto più alti. All'epoca HPE uscì dal business cloud perché i margini erano troppo bassi. Con l'AI sovrana è diverso: governi e banche pagano un premio importante per avere sicurezza, conformità normativa e controllo totale sui propri dati. Secondo Morgan Stanley, i ricavi da server e reti stanno accelerando e le stime sugli utili dei prossimi due anni potrebbero essere riviste al rialzo.
🎯 HPE non è il nome più appariscente della rivoluzione AI, ma sta occupando una posizione strategica che pochi altri possono replicare: quella del fornitore di fiducia per chi non può permettersi di affidarsi al cloud pubblico. In un mondo dove la sovranità digitale diventa sempre più importante, è una posizione che potrebbe valere molto nei prossimi anni.
📉 Google crolla del 5%: due geni dell'AI se ne vanno e SpaceX pesa
Giornata nera per Alphabet (la casa madre di Google), che ha perso quasi il 5% in una sola seduta. Due i motivi, entrambi pesanti.
🧠 La fuga dei cervelli
In meno di una settimana Google ha perso due delle menti più brillanti dell'intelligenza artificiale. John Jumper, il ricercatore che ha vinto il Premio Nobel per la Chimica 2024 per il suo lavoro su AlphaFold (un modello AI che prevede la struttura delle proteine), ha lasciato Google DeepMind per andare da Anthropic. Due giorni prima, Noam Shazeer, co-responsabile dei modelli Gemini e coautore del paper "Attention Is All You Need" (il documento del 2017 considerato la base tecnica di tutta l'AI moderna), era passato a OpenAI. Il dettaglio che brucia di più: Google aveva speso 2,7 miliardi di dollari nel 2024 per riportare Shazeer in azienda, e ora lo perde di nuovo.
Come ha spiegato un analista: "C'è così tanta domanda di talenti nell'AI che i laboratori di frontiera come OpenAI e Anthropic possono promettere meno burocrazia e un lavoro più focalizzato sulla superintelligenza. Per i ricercatori migliori, è un'offerta difficile da rifiutare."
📉 Il peso di SpaceX
A complicare le cose c'è la partecipazione di Alphabet in SpaceX (circa il 5% dell'azienda). Il titolo SpaceX è sceso del 9,4% lunedì, al terzo giorno consecutivo di perdite dopo l'euforia post-IPO. Quando hai miliardi investiti in un titolo che scende, il tuo bilancio ne risente.
💡 Il quadro per Google si fa più complesso: 190 miliardi di spese previste per l'AI nel 2026, un aumento di capitale da 80 miliardi appena completato che ha diluito gli azionisti, i migliori talenti che scappano verso i rivali e le autorità antitrust di USA, UE e UK che stringono il cerchio. Il prossimo test sarà la trimestrale del 28 luglio. Da qui a lì, il mercato si chiederà se queste partenze sono un normale ricambio o il segnale che qualcosa di più profondo si sta rompendo nel motore di Google. 🎯