Metals

📊 Mercati

📈 Nasdaq: 22,716.14 (+0.08%)
📉 S&P 500: 6,775.76 (-0.08%)
📉 Dow Jones: 47,417.21 (-0.61%)
📈 Treasury 10Y: 4.208% (+7 bps)
📈 Bitcoin: $70,612 (+0.85%)
📈 Oil: $87.98 (+5.43%)
🚀 P.Intermedio: $31.500
🚀 P. Basic: Eur36.800



A breve verrà pubblicato un report extra sui metalli preziosi (che troverete in questo articolo)

I mercati hanno vissuto un’altra giornata molto volatile, oscillando tra ottimismo e paura legata alle tensioni geopolitiche. Alla fine però i principali indici hanno chiuso quasi invariati.

🛢️ Anche i fertilizzanti salgono

Il conflitto in Iran non sta facendo salire solo il prezzo del petrolio.
Anche urea e ammoniaca, fondamentali per i fertilizzanti agricoli, stanno registrando forti rialzi proprio alla vigilia della stagione di semina primaverile negli Stati Uniti.

Questo potrebbe avere un impatto diretto su produzione agricola e prezzi alimentari nei prossimi mesi.

🛢️ Riserve strategiche di petrolio

L’International Energy Agency (IEA) ha deciso di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, la distribuzione più grande della storia.

Il motivo è semplice:

📦 L’intervento potrebbe portare sul mercato circa 4-4,5 milioni di barili al giorno per due mesi.

Ma c’è un problema.

Prima della crisi, dallo stretto passavano circa 16 milioni di barili al giorno. Anche sommando pipeline alternative e le riserve rilasciate, la carenza di offerta rimane significativa.




🇺🇸 Il problema delle riserve americane

Gli Stati Uniti probabilmente forniranno gran parte del petrolio rilasciato.
Ma le scorte non sono più quelle di una volta.

Dopo i 180 milioni di barili rilasciati nel 2022, la Strategic Petroleum Reserve è scesa a circa 416 milioni di barili, molto sotto la capacità massima di 727 milioni.

E anche quando queste riserve vengono usate, l’impatto sui prezzi è spesso limitato: nel 2022 il rilascio combinato USA-IEA abbassò il prezzo della benzina solo di circa $0,17 al gallone.

🎯 Conclusione: anche con l’intervento delle riserve, il mercato petrolifero rimane in deficit. Se la situazione nello Stretto di Hormuz non si risolve rapidamente, il rischio di prezzi energetici più alti resta concreto.




💳 Nuove tensioni nel private credit

Nel frattempo JPMorgan ha deciso di ridurre il valore di alcuni prestiti collegati al private credit, un settore da circa $1.8 trilioni.

Il motivo non è un’ondata di default, ma il calo delle valutazioni di alcune aziende, soprattutto nel settore software, dove le paure legate all’AI stanno cambiando le prospettive di crescita.

Con le banche che hanno circa $300 miliardi di esposizione verso fondi di private credit, il rischio è che questo diventi il prossimo punto di tensione nei mercati finanziari.

🤖 Meta prova a ridurre la dipendenza da Nvidia

Meta ha annunciato quattro nuovi chip proprietari per l’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è ridurre i costi di infrastruttura mentre l’azienda prevede di spendere fino a $135 miliardi in AI nel 2026, tra data center e hardware.

La strategia è chiara:
le big tech stanno cercando di verticalizzare la produzione di chip per ridurre la dipendenza da Nvidia, che oggi controlla circa il 92% del mercato GPU per data center AI.







📅 Oggi

Dati macro:

  • Jobless claims USA

  • Bilancia commerciale USA

  • Housing starts

Earnings importanti:

  • Adobe

  • Ulta Beauty

  • Dollar General







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