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🚀 PORTAFOGLI FINANZAMILLE

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Pardon! Sono finalmente rientrato negli Stati Uniti, ma tra il viaggio e il jet lag mi sono completamente perso la news del giorno, che è quindi uscita in ritardo.

Per rimediare, domani pubblicheremo un articolo di approfondimento EXTRA, accompagnato da un breve video con l'aggiornamento portafoglio intermedio.

PEPSI

🍋 Più limone che limonata

❓ Che sta succedendo?
Gli utili del secondo trimestre di PepsiCo sono usciti un po' fiacchi, così alcuni investitori hanno deciso di mollare il titolo.

🔍 Cosa significa?
I risultati del gigante americano di bibite e snack sono stati frizzanti all'estero, ma meno in patria. I consumatori USA hanno speso meno in sfizi, stretti dalle crescenti "pressioni inflazionistiche" – ovvero i prezzi più alti della benzina che si ripercuotono sui costi di tutti i giorni. Il risultato è che gli utili nordamericani sono rimasti sotto le attese.

🔺 Ma va dato il giusto merito: fuori dagli USA, Pepsi si è data da fare per rafforzare i propri brand. Ha aiutato anche un dollaro più debole – i guadagni realizzati all'estero valgono di più una volta rimpatriati – e questo ha spinto i risultati internazionali sopra le attese.

🔻 Nel complesso, ricavi e profitti del trimestre sono stati più o meno in linea con le attese, e l'azienda prevede di centrare gli obiettivi dell'anno. Ma quella performance senza infamia e senza lode è stata accolta da un'alzata di spalle collettiva degli investitori, che giovedì hanno mandato giù il titolo.

🤔 Perché dovrebbe interessarmi?

📊 Le aziende di beni di consumo come Pepsi vivono e muoiono in parte grazie al "potere di prezzo": la capacità di alzare i prezzi senza perdere clienti, e quindi ingrassare i margini. Ma di questi tempi Pepsi sente la pressione…

⚠️ I farmaci per il dimagrimento sono uno dei motivi, come avevamo riportato in precedenza qualche mese fa, la gente mangia meno in generale, e molto meno degli snack salati e delle bibite zuccherate di Pepsi. L'azienda ha risposto con prodotti più sani e prezzi più bassi, ma se questa strategia può far crescere i profitti, può anche ridurre i margini.

⚠️ Inoltre, questa settimana Walmart ha annunciato tagli di prezzo su un intero carrello di prodotti, incluse alcune bibite di Pepsi. Non si diventa grandi come Walmart senza un serio potere contrattuale, quindi parte di quel taglio potrebbe costringere Pepsi ad abbassare i prezzi applicati al rivenditore – altra cattiva notizia per i margini.

☕️ Starbucks prova a costruire strumenti AI e tagliare i costi software

Starbucks sta sviluppando internamente software AI per sostituire alcuni sistemi di Microsoft e IBM (come il tracciamento dell'inventario e la gestione della manutenzione), con l'obiettivo di ridurre una bolletta software annua di circa 400 milioni di dollari. Alcuni strumenti potrebbero debuttare entro fine 2027, segno di una transizione graduale.

Perché conta:

  • Leva contabile – Passare dai fornitori a software proprietario cambia come i costi appaiono a bilancio: le fatture a Microsoft/IBM pesano subito sulle spese operative, mentre parte dei costi di sviluppo interno può essere capitalizzata e ammortizzata nel tempo, migliorando i margini anche se la spesa reale non cala subito. Il vero test sarà chiudere davvero i vecchi contratti senza far girare in parallelo sistemi vecchi e nuovi.

  • Il nodo affidabilità – È una scommessa sulla cultura ingegneristica di Starbucks. I fornitori cloud fanno leva su affidabilità e supporto; i team interni offrono personalizzazione ma senza rete di sicurezza. Un tool precedente di Starbucks aveva già fallito perché non reggeva su migliaia di negozi. Se inciampa di nuovo, perde proprio quell'affidabilità che voleva sostituire.

Il tema di fondo non è il caffè, ma se le aziende riescano davvero a costruire tecnologia che funzioni su larga scala. (Grossa minaccia per i Saas business)

 

🚬 Tabacco a gonfie vele

Per molti investitori i cosiddetti "sin stocks" (i titoli del peccato: alcolici, casinò, armi) sono da evitare a ogni costo. Ma uno di questi peccatori sta salendo dritto verso il cielo.

I titoli del tabacco stanno vivendo un momento d'oro grazie a una svolta importante decisa dalla FDA (l'ente regolatore USA). A maggio ha stabilito che le aziende possono mettere sugli scaffali nuove sigarette elettroniche e bustine di nicotina orale prima ancora dell'approvazione completa, un netto cambio di rotta rispetto alle regole rigide del passato, che apre nuove strade di crescita.

E la crescita si vede: 📈 Philip Morris International è salita del 12,9% quest'anno e Altria Group del 24,18% (in portafoglio), entrambe meglio dell'S&P 500 nel 2026.

La rinascita. Negli anni '90 e primi 2000 le vendite di tabacco erano crollate, erose da regole più severe e da consumatori più attenti alla salute. Ma la svolta verso i prodotti "senza fumo" di qualche anno fa ha dato nuova vita al settore.

Le bustine di nicotina, in particolare, sono un vero successo: secondo il New York Times le vendite mondiali dovrebbero passare da 6,9 miliardi di dollari dello scorso anno a oltre 40 miliardi entro il 2033. Mentre il tabacco da masticare resta di nicchia, i più giovani si sono buttati sulle bustine in massa, spingendo le aziende a esplorare anche gomme e pastiglie. E la nuova regola FDA creerà solo altre occasioni per lanciare prodotti (che restano comunque a base di nicotina, quindi crea dipendenza).

Ottime notizie soprattutto per Philip Morris International (proprietaria di Zyn), che l'anno scorso ha fatto il 41% delle vendite con prodotti non da combustione. British American Tobacco ricava circa il 20% dai prodotti senza fumo (vape Vuse, bustine Velo), mentre Altria è ferma al 12% ma punta a lanciarne di nuovi sotto il marchio Marlboro, ancora oggi tra i più iconici del mercato.

💰 Una combinazione potente. I titoli del tabacco piacciono da sempre a chi cerca reddito, per via dei loro dividendi generosi. Le tre big offrono rendimenti da dividendo del 3,08% (Philip Morris), 4,37% (Altria) e 5,02% (British American Tobacco), contro appena l'1,05% medio dell'S&P 500.

Di solito bisogna scegliere: o reddito o crescita. Nel caso del tabacco, oggi ci sono entrambi — una combinazione che, a suo modo, dà quasi dipendenza.

PRONTI A TUTTO

Ecco l'elenco delle migliori asset class e delle loro performance nel corso degli anni.

Come potete notare, il mercato sta perdendo un po' di slancio. (Guardate S&P 500 box nero) Per questo è fondamentale essere preparati a ogni scenario, proprio come è successo nel 2022.

Un dato che fa riflettere: nel 2022 la migliore performance è stata quella delle azioni Value, che hanno limitato le perdite a solo il -7,54%. Un esempio concreto di quanto una corretta diversificazione e la scelta dello stile d'investimento possano fare la differenza anche nei periodi più difficili.

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Acquisti importanti

  • Mission Produce (AVO): acquisto da 15,8 milioni di dollari da parte del maggiore azionista. Il titolo era già salito del 24% nell'ultimo mese.

  • Energizer (ENR): acquisto da 1,64 milioni da parte di Aqua Capital, terzo acquisto nell'ultimo mese.

Atteggiamento prudente:

1 - il mercato mostra segnali di rallentamento;

2 - gli insider continuano a comprare selettivamente alcuni titoli legati al real estate e alle materie prime;

3 - non emergono acquisti così convincenti da rappresentare un forte segnale rialzista.

 
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FINALLY

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